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Turismo in Montagna, la voce dei politici-albergatori

Continua il dibattito sul Turismo in Montagna. Dopo l’incontro tra la Presidente della Regione Serracchiani ed alcuni albergatori della Carnia (in diversi si sono lamentati di non essere stati invitati), ad intervenire sull’argomento è il capogruppo in Consiglio regionale di Autonomia Responsabile, Renzo Tondo, anche lui tra l’altro albergatore.
renzo tondo conf stampaIl turismo è un aspetto determinante per tutta la regione, in special modo in montagna. Dobbiamo costruire e non demolire, insieme – ha dichiarato -. Le peculiarità territoriali del Friuli VG, sono tali e tante che gli stessi discorsi, modelli, o prerogative condivisibili per altri territori, non valgono per la nostra terra. Quelli che possono apparire dei difetti, nell’approcciare il turista, se visti e contestualizzati in un luogo, possono venire considerati come un ‘modus’ tipico. Ovvero, sono in molti a preferire il Friuli in genere e la sua montagna, perché vantano ancora caratteristiche di genuinità, scarsissima o quasi assente globalizzazione, bellezza selvaggia ed incontaminata dei posti, valorizzati da una natura strabiliante”.
“Ecco che la distinzione, anche nel carattere e nei modi, è un unicum da preservare. Aspetti che ben conosce chi percepisce dalla profondità il carattere del friulano di montagna, in special modo. Piuttosto, servirebbe creare maggiori servizi nell’area montana, a favore del turista: in primis, la digitalizzazione e la messa in rete di strutture ricettive, servizi, luoghi di attrazione, itinerari, partendo dall’abc, ovvero, l’estensione di una banda larga efficiente. Partiamo dall’essenzialità, solo dopo, si può intervenire sul ed obiettare resto. Al giorno d’oggi il web, la rete, i social, risultano fondamentali”.
“Lo dico, anche e soprattutto come imprenditore, titolare di un’attività alberghiera che conta più di 20 addetti – specifica Tondo -. Confermo oltremodo che avrei volentieri partecipato all’incontro sul tema che si è svolto pochi giorni fa in Carnia, alla presenza della governatrice Debora Serracchiani, con gli operatori di settore; non sono stato invitato, pur rappresentando, con il maggior numero di dipendenti, in modo conscio e storico, il settore alberghiero in alto Friuli. Condivido la necessità di puntare sulla formazione. Io stesso ho accolto in stage, ragazzi provenienti dall’istituto Linussio. Penso però che anche in questo caso, si debba spronare a seguire un certo percorso formativo, solo chi sente la vocazione e la passione per un mestiere (cuoco, cameriere o altro), che non è per nulla facile e scontato, se fatto con professionalità”.
L’INTERVENTO DI STEFANO MAZZOLINI
Stefano Mazzolini
Stefano Mazzolini

«Facile criticare quando si conosce poco o nulla della realtà turistica montana. Invece di attaccare. Serracchiani promuova una legge per agevolare chi in montagna ci vive e ci lavora». L’attacco è del responsabile Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord Fvg, nonché ex presidente di Promotur, Stefano Mazzolini, che commenta le affermazioni sul turismo rilasciate dalla presidente della Regione Debora Serracchiani.  «Giusto collaborare tra territori diversi: Carnia, Tarvisiano, Pordenonese. Però il miglioramento dell’offerta ricettiva della montagna friulana e quindi dell’ospitalità, non può prescindere da interventi mirati da parte della Regione. E non mi riferisco a inutili contributi a pioggia o a complicati fondi europei – aggiunge – ma a una norma specifica in grado di far risaltare la nostra autonomia di Regione speciale, con sgravi fiscali per cittadini e imprenditori della montagna. Penso a costi concorrenziali sul gasolio e sulla benzina rispetto alle vicine Austria e Slovenia, a costi ribassati per l’energia elettrica e per il riscaldamento. Solo così ci sarà voglia di investire in montagna e si potrà mettere un freno allo spopolamento».

Per Mazzolini è troppo facile guardare alle strutture alberghiere di Austria e Slovenia: «Il paragone con il Friuli non regge: lì le strutture sono tutte dotate dei migliori confort grazie ai costi dimezzati di energia e carburanti, oltre che a una pressione fiscale inferiore di almeno il 20%. Quindi Serracchiani, invece di soggiornare negli hotel di lusso di Roma, farebbe meglio a sedersi in Consiglio regionale e a condividere una norma ‘salva montagna’ con tutte le forze politiche. In caso contrario – conclude – la montagna continuerà a soffrire».