Paola Schneider (Federalberghi Fvg): «Un grave errore la deroga agli strumenti urbanistici»

«Con l’approvazione della proposta di legge 26 in Consiglio regionale “Misure urgenti per il recupero della competitività regionale” si introduce la possibilità di derogare agli strumenti urbanistici e regolamenti edilizi comunali, togliendo al Consiglio comunale il potere di decidere sui temi di pianificazione e programmazione territoriale. Una legge che uniforma e rende omogeneo il territorio regionale, come chiesto dall’Ance, l’associazione dei costruttori edili, non tiene più conto delle peculiarità e delle diversità di una regione che si estende dalla montagna al mare, passando per città e borghi pieni di storia».

Lo afferma Paolo Schneider, presidente regionale di Federalberghi, inserendosi nel dibattito sulla Pdl 26. «In Fvg mancano posti letto di qualità, hotel 5 stelle che possano attrarre il turismo di alto livello, resort con spa e piscine che alzino il livello medio dei servizi, ma non credo che la strada sia andare in deroga agli strumenti urbanistici dei Comuni – prosegue Schneider –, che sono pensati per uno sviluppo armonioso, nel rispetto delle diverse esigenze del cittadino pur nella tutela dei diritti collettivi. Una cosa è cercare il rimedio ai tempi biblici che impiegano gli enti locali a rilasciare le autorizzazioni, un’altra lasciare mano libera a società di capitali, gruppi immobiliari, costruttori e speculatori con grandi appetiti verso il nostro territorio».

Una legge voluta dagli albergatori? «Facendo una piccola indagine, certamente non esaustiva – risponde Paola Schneider –, risulta che non sono molti i progetti di riqualificazione o ampliamento bloccati dai Comuni, a meno di forti vincoli storico culturale, di disturbo dell’armonia del contesto paesaggistico o di raggiungimento della massima capienza consentita dai regolamenti comunali. La nostra categoria non ha mai chiesto di eludere i regolamenti comunali. È certamente vero che ci sono varie urgenze di riqualificazione: penso alle caserme, ai grandi immobili dello Stato ormai vuoti, agli alberghi fatiscenti e chiusi da anni, ma sarebbe bastata una norma ad hoc per questi casi piuttosto che stravolgere l’intero sistema urbanistico comunale. La nostra Regione – conclude la presidente di Federalberghi Fvg – non è adatta ai grandi numeri, all’industria turistica. Non abbiamo né le strutture né le infrastrutture né i servizi. Bisognerebbe ripensare tutto il sistema turistico. Cerchiamo di innalzare la qualità estetica degli alberghi e dei servizi al turista, innalziamo la professionalità dei gestori e degli addetti, curiamo di più le relazioni con l’ospite, creiamo più momenti di svago e incontri culturali, dotiamoci di tecnologie avanzate, aiutiamo il settore ricettivo esistente a riqualificarsi sotto questi aspetti per dare al nostro ospite più qualità».

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2 pensieri riguardo “Paola Schneider (Federalberghi Fvg): «Un grave errore la deroga agli strumenti urbanistici»

  • 6 Aprile 2019 in 8:49
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    In linea di principio sono d’accordo per la sburocratizzazione dei procedimenti ma qualsiasi deregulation necessita sempre di regole certe altrimenti si delinea una forma di anarchia che danneggerebbe tutti.
    Quindi la Presidente Schneider ha ragione nell’indicare come soluzione all’ampliamento di posti letto il recupero di fabbricati esistenti e non più utilizzati.

  • 7 Aprile 2019 in 9:59
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    Fatemi capire, la legge riguarda solo il settore alberghiero o il settore urbanistico in genere?
    In quest’ultima ipotesi, pur essendo favorevole al recupero incentivato delle abitazioni e strutture esistenti, ritengo “incivile” la deregolamentazione a tutto tondo. Penso anzi che come altre volte si perda una occasione, parlo solo della Carnia e Alto Friuli, per adottare uno strumento urbanistico che detti norme stringenti per alcune caratteristiche costruttive (tetti, terrazze, infissi) che rendano il paesaggio gradevole recuperando materiali tipici utilizzati da sempre per le ns. zone. Chi percorre le valli altoatesine non si accorge di grosse differenze tra le une e le altre e converrà che anche queste caratteristiche formano il pacchetto turistico proposto e valorizzano il territorio.
    Percio’ se da un lato (convegno di Venzone) si chiede che venga considerata una unica offerta turistica targata FVG bisogna poi coerentemente anche adottare strumenti che consentano cio’.
    Tornare alle caratteristiche storiche del territorio non è retrogrado, anzi è un recupero di identità e cultura delle nostre genti, con fierezza e dignità.

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