Progetto Siot tra Cavazzo e Paluzza, i comitati continuano la loro battaglia

Continua la battaglia dei Comitati contro il progetto della SIOT di costruzione nella stazione di pompaggio a nord del lago di Cavazzo, di due centrali di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e calore, a metano. Oggi a Udine c’è stata la conferenza stampa indetta dai referenti delle associazioni e gruppi che si oppongono all’iniziativa.

“La SIOT, Società Italiana Oleodotto Transalpino, è di proprietà della società multinazionale Trans-Alpinen Leitung (TAL), un consorzio di otto compagnie petrolifere i cui attuali azionisti sono: OMV, Shell, ExxonMobil, Ruhr Oel, Eni, BP, ConocoPhillips e Total.
Il suo progetto prevede la costruzione di due centrali di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e di calore da fonti fossili, metano, nella stazione di pompaggio a nord del lago. Questo permetterebbe a SIOT di essere energeticamente autonoma e permetterebbe di fluidificare il petrolio per veicolarlo più velocemente in Austria. Oltre al comune di Cavazzo Carnico, il progetto interesserà anche Paluzza, Cercivento, Reana del Rojale e San Dorligo della valle con impianti analoghi” è stato spiegato.

“Le due centrali saranno costituite da due camini di 15 e 16 metri di altezza che andranno a emettere in atmosfera polveri sottili e gas composti da anidride carbonica, anidride solforosa, ossidi di azoto; in questo modo si implementerà di 28 000 t/anno (fonte Agenzia per l’Energia) andando a implementare l’inquinamento della vallata già soggetta agli scarichi dell’autostrada A23. La centrale prevista a Cavazzo Carnico è già stata approvata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, nonostante il no dei comuni che si sono trovati in difficoltà, non a difendersi dalla SIOT, ma dalla Regione stessa” hanno aggiunto.

“Il comune di Paluzza ha fatto richiesta all’Agenzia per l’Energia (APE) di effettuare uno studio del progetto e delle ricadute che avrà a livello ambientale. L’Agenzia per l’Energia infatti fornisce informazioni indipendenti, tempestive, rilevanti ed affidabili e supporto ai principali soggetti politici, economici ed ai cittadini in materia di risparmio ed efficienza energetica e di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.
Dallo studio emerge che il progetto SIOT avrà un impatto ambientale pesantissimo e un aumento ingiustificato dei consumi. È quindi un’evidente speculazione finanziaria che ha interessi di natura economica senza evidenti benefici né per l’ambiente né per i cittadini”.

LA POSIZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

“La Giunta regionale si lava le mani, mettendo così a rischio la sostenibilità ambientale di un’intera vallata”. Così il capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Mauro Capozzella, che ha preso parte alla conferenza stampa tenutasi sul tema del progetto di impianto Siot sul lago di Cavazzo. “Parliamo di un’area che deve già sopportare la presenza di una centrale idroelettrica, di un oleodotto e di un’autostrada, con le pressioni che ne conseguono sul piano ambientale – rimarca l’esponente M5S -. Ulteriori scarichi inquinanti di un cogeneratore a metano rischiano di dare il colpo di grazia al lago e alla vallata”. “Anche in questo caso, come accade pure per altre zone della nostra regione, nel rilasciare o meno le autorizzazioni non si dovrebbe pensare soltanto al singolo impianto – conclude Capozzella -, ma valutare il complesso delle emissioni che interessano una determinata area”. “In questo senso – aggiunge il consigliere regionale M5S, Cristian Sergo -, abbiamo sottoscritto un ordine del giorno, in sede di assestamento di bilancio, per chiedere un ripensamento della Regione nella direzione di una maggiore tutela del territorio”.