Ospedale di Gemona, l’opinione dell’associazione Costituzione 32

Riceviamo dall’associazione Costituzione 32 e pubblichiamo.

Alcuni cittadini dell’Alto Friuli hanno interpellato la nostra Associazione per chiedere una valutazione in merito alla proposta per l’ospedale di Gemona riferita dal sindaco Revelant e appoggiata dall’Assessore regionale alla Salute Riccardi.

In passato www.costituzione32.it ha condiviso e cercato di sostenere l’opera dei Comitati di rappresentanza dei cittadini volti a preservare il loro ospedale dalla Riforma Serracchiani.

Una condivisione supportata da motivazione tecniche e coerente sia con le esigenze di sicurezza, sia con le disponibilità economiche.

In merito alla proposta, secondo quanto dichiarato dagli esponenti politici, si tratterebbe di un centro di riabilitazione, di un servizio per la gestione dell’emergenza con garanzia di spazi di osservazione temporanea; nonché attività di chirurgia ambulatoriale complessa, potenziamento dell’hospice, delle RSA.

E’ un annuncio, ma non c’è un solo riscontro che faccia capire portata, contenuti, realizzabilità di quanto annunciato. Quando si parla di pianificazione in sanità, si dovrebbero presentare documenti programmatici che non sono dichiarazioni del “dover essere”, ma che devono indicare le caratteristiche di fattibilità, simulando e prevedendo l’impatto organizzativo, con massima attenzione alle realizzabilità e alle scale di priorità. E devono essere  coerenti con la programmazione regionale e relative norme.

Riguardo il centro di riabilitazione, viene annunciato che sarà un centro di eccellenza dedicato alla cardiologia e neurologia, ma non si dice altro e non c’è traccia di questo né nella L.R. 27/2018, né al punto 3.2.1.3 dedicato alla riabilitazione delle Linee di Gestione 2019, di cui alla DGR 2514/2018.

Anche per quanto riguarda l’emergenza, non si comprende su quali riscontri si basi l’annuncio di gestione dell’emergenza e area di osservazione temporanea, in quanto le già citate norme, L.R. 27/2018 e DGR 2514/2018, confermano la trasformazione del Pronto Soccorso di Gemona in Punto di Primo Intervento, come voluto dalla riforma Serracchiani. E considerato che i PPI sono strutture transitorie destinate a divenire mere postazione medicalizzata del 118 in base alla normativa nazionale (Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70), pare evidente l’impossibilità di attivare un’osservazione temporanea presso una stazione di partenza del 118. Per inciso, va evidenziato che proprio il DM 70/15 offriva la possibilità di prevedere la funzione di Pronto soccorso in aree disagiate (zone montane, isole) anche con un numero di abitanti di riferimento inferiore ad 80.000.

Anche per l’attività di chirurgia ambulatoriale complessa manca qualsiasi atto che assomigli a un documento di programmazione. Forse è fattibile, senza però scordarci che dal punto di vista della struttura Gemona non è più ospedale ma distretto, ai sensi della normativa sopra citata.

Che è stata tra l’altro recepita dal Piano Attuativo Locale 2019, che così recita a pag. 59: “Nell’ambito della rete della assistenza primaria, la SOC Presidio ospedaliero per la salute di Gemona, verrà ridenominata e attivata quale SOC Igienico-organizzativa del Distretto, al fine di assicurare una strutturazione organica delle attività distrettuali e delle cure intermedie (pag.59 del PAL)”.

Questi i fatti, diversi dagli annunci.

WALTER ZALUKAR
Presidente Associazione Costituzione 32

Commenta con Facebook