L’assessore Fvg Zannier: «Nessuna tregua ai professionisti del bracconaggio»

“Nessuna tregua ai professionisti del bracconaggio. Questi esperti dell’attività illecita sappiano che stiamo loro alle costole con un’azione di repressione svolta da professionisti altrettanto esperti, conoscitori del territorio e appassionati difensori del nostro patrimonio faunistico e naturale”.

È il messaggio lanciato oggi a Udine dall’assessore alle Risorse forestali del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, nel corso della presentazione dei risultati dell’attività antibracconaggio svolta dal Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale (Noava) del Corpo forestale regionale.

“Il bracconaggio perpetrato da pochi soggetti in maniera sistematica e professionale ha effetti devastanti sul nostro territorio perché agisce consapevolmente al di fuori di ogni regola e per finalità esclusivamente economiche” ha denunciato Zannier, confermando l’impegno della Regione nel contrasto all’uccellaggione e alla caccia abusive.

Un impegno che si è già tradotto nel rafforzamento del Corpo forestale, con l’arrivo di sei nuove unità, e nella conferma che “è necessario mantenere un nucleo specializzato che svolga attività di contrasto in maniera esclusiva ed altrettanto specializzata così da svolgere un’azione di controllo continua e un monitoraggio costante, pur nella discrezione più assoluta”, ha spiegato l’assessore.

Negli ultimi anni, il personale appartenente al Noava ha segnalato all’Autorità giudiziaria 107 persone e posto sotto sequestro 3.140 munizioni, 26 armi, 190 reti da uccellagione, 118 trappole e tagliole, 43 richiami elettromagnetici, circa 3.800 uccelli tra fauna viva e morta. Numeri frutto di un’attività complessa, che richiede settimane e a volte mesi di perlustrazioni del territorio, anche in zone impervie. Il bracconaggio è infatti diffuso in tutta la regione, dove si privilegia, a seconda delle fasce territoriali, l’uccellaggione o la caccia agli ungulati, soprattutto cervi, caprioli e cinghiali, spesso destinati al mercato della ristorazione illecita.

Recentemente, in un comune della Carnia, dopo alcune settimane di indagini e appostamenti, un uomo è stato colto in flagranza di reato mentre era intento a recuperare fauna rimasta impigliata nelle reti utilizzate per praticare l’uccellagione. La conseguente perquisizione ha portato al ritrovamento e al successivo sequestro penale di diversi uccelli, sia vivi che morti, reti e materiali per allestire l’impianto di cattura illegale, vari anelli illegalmente detenuti per avifauna e anche cartucce non denunciate.

In un’altra recente attività d’indagine, sono state individuate e fermate tre persone che stavano abbattendo specie di avifauna durante il periodo di chiusura generale della caccia. Anche in questo caso, le successive perquisizioni hanno portato al sequestro di fucili, di un silenziatore, di cartucce non denunciate, nonché di reti da uccellagione, numerosi capi di fauna protetta ed animali impagliati illegalmente detenuti.

Il Noava, come ha ricordato il coordinatore del nucleo, Claudio Freddi, è strutturato su quattro diversi ambiti operativi che comprendono, oltre all’attività antibracconaggio, anche l’attività di controllo nel settore della gestione di rifiuti, emissioni in atmosfera e scarichi idrici, vigilanza in materia agroalimentare, controllo sul traffico illecito di animali da affezione, sulle modalità di trasporto degli animali da allevamento e, in generale, sulle norme che disciplinano il benessere animale. In quest’ultimo ambito, lo scorso giugno sono stati sequestrati 34 cuccioli di cane importati illegalmente dalla Slovacchia, in collaborazione con la Polizia Stradale e con la successiva collaborazione dei Carabinieri forestali di Como.

Il Noava ha voluto infine rivolgere, a chiunque ritrovi reti per uccellagione, tagliole o altri attrezzi destinati alla cattura di fauna selvatica, l’appello ad allontanarsi immediatamente dal luogo senza correre rischi né lasciare segni di presenza e contattare tempestivamente il reparto (tel. 0432 660092 e-mail: noava.cfr@regione.fvg.it) o la Stazione forestale competente per territorio, fornendo gli elementi utili per l’individuazione del sito.

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