Il “Modello Friuli” illustrato a Gemona

Nella mattinata di sabato 25 marzo nella sala consiliare di Palazzo Boton in piazza Municipio a Gemona del Friuli si terra la presentazione di alcune iniziative particolarmente significative che nascono con l’obiettivo di trasformare il modello Friuli in un messaggio di speranza. Un modello di esperienze, opportunità e condivisioni che sia anche in grado di portare fiducia e prospettiva alle comunità duramente colpite dal terremoto.

I lavori si apriranno alle ore 9.30 con la presentazione della Summer School “L’insegnamento del terremoto del Friuli – 2° edizione”. Saranno presenti il Rettore dell’Università degli Studi di Udine prof. Alberto Felice De Toni, il direttore del Laboratorio internazionale della Comunicazione dott.ssa Emanuela De Marchi, il direttore della Summer School prof. Nicola Strizzolo, la delegata alla ricerca del Rettore dell’Università di Macerata prof.ssa Carla Danani.

Il Laboratorio internazionale della comunicazione, giunto alla 55ª edizione di cui 29 vissute a Gemona, quest’anno svilupperà la sua intensa attività dal 20 luglio all’11 agosto, portando in Friuli decine e decine di giovani studiosi di italianistica provenienti dai cinque continenti. “(S) Confinare ciò che ci separa e ciò che ci unisce” è il suggestivo tema posto quest’anno a filo conduttore del Lab.

È nel dinamico e sempre innovativo rapporto che il Lab ha costruito in questi decenni con il Friuli è maturata anche l’idea della Summer School sul Terremoto, realizzata in collaborazione con l’Università di Udine e il Comune di Gemona, un’esperienza che quest’anno si ripete dopo il felice debutto in occasione del 40° del terremoto.

L’idea di questa esperienza di formazione intensiva di livello superiore è nata con l’obiettivo di poter coinvolgere nell’esperienza del Lab anche giovani studiosi italiani, insieme ai tanti che giungono dall’estero». Aver sede nella cittadina epicentro del terremoto ed essere nel quarantesimo dal sisma del 1976 l’anno scorso ha naturalmente guidato la scelta del tema della Summer School, che è stata dedicata alle modalità costruttive antisismiche, attingendo alle importanti conoscenze dell’Università di Udine in materia. Entrambe le edizioni hanno il supporto progettuale e scientifico del Prof. Stefano Grimaz, Delegato del Rettore per il Terremoto, e del Prof. Mauro Pascolini, Delegato del rettore per il Territorio e Corregionali all’estero.

La prima edizione “1976-2016: l’insegnamento del terremoto del Friuli per convivere con il rischio” ha riscosso un ampio successo nel numero di domande e nella valutazione degli iscritti arrivati da tutta Italia. E’ stato un importante momento di studio, didattica e di analisi del terremoto del Friuli del 1976 e della successiva ricostruzione economica, territoriale e sociale.

Dalla sperimentazione si è passati a consolidare l’esperienza, analizzando anche le più recenti esperienze italiane e con queste trasformare la Summer School in un laboratorio partecipato. Il focus per quest’anno sarà: “2017 Informazione e comunicazione: comunicare l’emergenza, riceverla, trasmetterla”.

Gli eventi sismici italiani degli ultimi anni, non solo quelli più recenti, che richiedono anche in queste settimane urgenti interventi di salvataggio, organizzazione e ricostruzione, hanno messo alla prova servizi verso la popolazione colpita e non, dal punto di vista infrastrutturale, procedurale e delle responsabilità: tra i quali l’educazione, la sanità, l’amministrazione, l’informazione e la comunicazione.

Ovvero lo stesso disastro ha posto sfide e messo in crisi differenti realtà ponendo diverse problematiche, questioni e punti di vista tra loro integrati della stessa emergenza.

Emergono così diverse prospettive di un unico evento che il laboratorio partecipato vuole tematizzare nelle sue prossime edizioni, unendo a momenti di preparazione in aula il confronto con i professionisti e protagonisti di fama e richiamo nazionale delle situazioni che si sono trovati a gestire prima, durante e dopo il disastro.

L’iniziativa vuole essere un contributo in termini di conoscenza e sensibilizzazione alle tematiche del corso sia per il territorio, con l’apertura al pubblico dei seminari pomeridiani, sia per chiunque venga da fuori. La parte scientifica e didattica sarà curata dall’Università degli studi di Udine, e dal Laboratorio Internazionale della Comunicazione ed il il costo d’iscrizione sarà volutamente contenuto, grazie all’appoggio dell’Amministrazione comunale di Gemona e dell’Università all’iniziativa interdisciplinare.

 

Alle ore 10.30 la presentazione del libro “Il Modello Friuli di Ricostruzione” e la discussione sulle ricostruzioni nelle zone terremotate e sulla prevenzione nelle aree sismiche con l’introduzione del prof. Alberto F. De Toni, Magnifico Rettore dell’Università di Udine.

Il Modello Friuli rappresenta l’unico processo di ricostruzione, territorialmente vasto, riuscito con successo in Italia. Nel quarantennale del terremoto che colpì il Friuli nel 1976, Il libro cerca di definire, con alcuni esperti che hanno partecipato, da protagonisti, alla ricostruzione dopo il terremoto del 1976, cosa sia stato il “Modello Friuli” ma anche perché quel modello risulti così difficilmente replicabile nonostante il suo indubbio successo ed il generale apprezzamento che ancora lo circonda. Il Modello Friuli è, innanzitutto, un modello autocentrato di ricostruzione territoriale. Come tale non è né troppo difficile né tantomeno obsoleto ma semmai “inattuale” perché risulta poco compatibile con il ritorno di ordinamenti spaziali gerarchici e di ordinamenti politici centralistici e anche perché si ispira ad una firmitas territoriale che va oltre l’attuale “liquidità” dei poteri reali del territorio. Il modello Friuli, nei suoi principi di fondo, aspetta di essere ripreso e rilanciato non solo come risposta ai recenti tragici terremoti in Centro Italia ma anche come risposta alle serie vulnerabilità di tutto il territorio italiano perché ha anticipato efficacemente relazioni spaziali e tra i poteri -di tipo, diremmo oggi, sussidiario e “multilivello”- fondate sulla missione ultima di ogni territorio che voglia sopravvivere nel tempo nonostante crisi, rischi e catastrofi: costruire una alleanza solida tra comunità locali, conoscenza (anche tecnica) e politica.

 

La prof.ssa Antonina Dattolo (Dip. Scienze matematiche, informatiche e fisiche, Università di Udine) referente web del progetto presenterà l’iniziativa “Unebook per Amatrice”, nata da un gruppo di docenti e studenti dei corsi laurea triennale in Relazioni Pubbliche e magistrale in Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni dell’Università di Udine – sede di Gorizia che ha trasformato un laboratorio, trasversale a più corsi di comunicazione, in un progetto concreto a favore della popolazione di Amatrice colpita dal sisma.

Il progetto, frutto della passione, delle competenze e delle motivazioni per la comunicazione e per il Web, ha come obiettivo la costruzione di una biblioteca digitale laddove quella tradizionale è stata distrutta. Una biblioteca come luogo culturale aggregatore di comunità, condivisione di interessi e di speranze verso quei valori che la lettura può trasmettere. Ricostruire le case, gli edifici ma anche dare spazio agli interessi quotidiani delle persone, per ritrovare la normalità di ogni giorno attraverso piccoli momenti di evasione. Per la realizzazione di quest’iniziativa, è stata promossa una collaborazione con un’associazione giovanile individuata nelle zone del sisma, Amatrice 2.0, che si occupa della raccolta fondi ed opera sul territorio.

Amazon ha donato 20 Kindle, lettori di libri elettronici (ebook), che consentono il caricamento di decine di titoli consultabili sulla vetrina di Amazon.

Il progetto prevede un percorso di eventi che parte da Gorizia per concludersi ad Amatrice. Durante il tour verranno affrontati i temi del dono, della solidarietà e del terremoto in compagnia di esperti e protagonisti del mondo della cultura.

Il lavoro svolto potrà essere seguito sul sito unebook.uniud.it e anche attraverso la pagina comunicazione e direttamente sui social network Facebook e Twitter. Con un piccolo contributo ognuno potrà donare il suo libro del cuore agli abitanti di Amatrice.

A seguire il convegno con il seguente programma:

10,45. prof. Sandro Fabbro: cos’è il “Modello Friuli”?

ing. Diego Carpenedo: il modello politico-gestionale;

arch. Giovanni Pietro Nimis: il modello urbanistico;

arch. Roberto Pirzio Biroli: il modello di intervento sugli edifici storico-monumentali;

arch. Enzo Spagna: il coordinamento della Regione F-VG e la Segreteria Generale Straordinaria.

Gli studi dell’arch. Luciano Di Sopra per una legge nazionale per la prevenzione primaria.

 

11,15. prof. Alessandra Gubana e prof. Antonino Morassi (Dip. Politecnico di Ingegneria e Architettura, Università di Udine): Il problema dell’adeguamento sismico del costruito oggi in FVG

11,30. prof. Stefano Grimaz (Dip. Politecnico di Ingegneria e Architettura, Università di Udine): dalla protezione alla prevenzione primaria: i dati e gli studi della protezione civile nazionale

11,45. prof. Ruben Baiocco (Dip. Progettazione e Pianificazione in ambienti complessi, IUA Venezia): ricostruzioni post-terremoto nell’Italia di oggi

12,00. Conclusioni: prof. Alessandro Balducci, professore ordinario di pianificazione e politiche urbane e consulente di casa “Casa Italia”: ricostruzione delle zone terremotate e piano nazionale di prevenzione nelle aree sismiche.

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