Nuovo contributo della Fondazione Friuli alla Cooperativa Davide di Tolmezzo

Grazie ad un ulteriore contributo della Fondazione Friuli, la Cooperativa sociale Davide, fondata nel 2000, ha realizzato il progetto La Porta di Davide Due, che si aggiunge e completa quello precedente, finanziato dalla stessa Fondazione. Il precedente sostegno finanziario aveva consentito di aprire la nuova sede di Tolmezzo in Via della Cooperativa (nella foto), inaugurata lo scorso anno.

Il nuovo progetto prevede una serie di azioni volte a migliorare le attività e l’ambiente di lavoro in cui operano i ragazzi presi in carico dalla Cooperativa e a ottimizzare gli spazi riservati alle diverse lavorazioni, potenziando così gli interventi già avviati.

Viene perseguita, inoltre, una maggiore inclusione sia nel mondo sociale quotidiano che in quello lavorativo.

Con il sostegno della Fondazione Friuli è stato possibile operare il saldo delle spese sostenute per l’acquisto di telai tradizionali per la tessitura a mano, acquistare materie prime quali lane, tessuti, nastrini, filati e altri accessori con i quali confezionare articoli da regalo, realizzare la stampa di materiale pubblicitario per far conoscere le attività e i prodotti della Cooperativa, acquistare materiali di consumo per la Segreteria, effettuare la  manutenzione della sede amministrativa di Tolmezzo e di quella che ospita l’allevamento avicolo di Invillino. Quest’ultima è stata sottoposta anche ad una serie di lavori di straordinaria manutenzione necessari per continuare a produrre uova certificate Bio.

La presidente della Cooperativa Maria Luisa Turina ha ringraziato la Fondazione per il sostegno, la vicinanza e i tangibili risultati ottenuti, sottolineando l’impegno e la passione profusi dai ragazzi che, come recita il logo, “Da Amici Vivono Insieme Dividendo Esperienze”.

Turina ha sottolineato, infatti, come il progetto “La porta di Davide Due” abbia ottenuto i risultati prefissati: “Abbiamo fornito ai ragazzi i sostegni materiali, relazionali ed affettivi per garantire una migliore qualità di vita, mantenendo le abilità raggiunte e cercando di sviluppare quelle residue – dice la presidente -. Un grande lavoro, dunque, che continua”.

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