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Tassa di Soggiorno, ecco quanto potrebbero incassare i comuni montani del Friuli

Nelle casse del Fvg dalla tassa di soggiorno potrebbero arrivare 4,1 milioni di euro. A fare i conti è uno studio della Fondazione Think Tank Nord Est di Venezia che ha preso a riferimento alcuni principali comuni turistici e il relativo numero di presenze registrate nel 2015, applicando poi una tariffa “media”, ovvero simile per tipologia turistica (mare o montagna) a quelle adottate in Veneto.

Terme di Arta esterno (1024x534)Dall’analisi emerge che gli incassi maggiori riguarderebbero ovviamente le località balneari e i comuni capoluogo. Lignano Sabbiadoro, che si conferma località regina per le presenze turistiche in regione, risulterebbe la località con l’incasso più cospicuo, stimato intorno a 1,5 milioni di euro. Grado potrebbe contare su un tesoretto di circa 500 mila euro. Importi rilevanti andrebbero poi a rimpinguare anche le casse dei capoluoghi di provincia: a Trieste potrebbe arrivare 1 milione di euro, a Udine 500 mila, a Pordenone 150 mila ed a Gorizia 70 mila euro. Anche in alcune piccole città d’arte, come Aquileia o Cividale del Friuli, l’adozione dell’imposta porterebbe una cifra ragguardevole: rispettivamente 130 mila euro e 50 mila euro. Guardando invece le località montane Tarvisio potrebbe incassare 120 mila euro, Forni Avoltri 70 mila euro, Forni di Sopra 40 mila euro ed Arta Terme 30 mila euro.

“E’ evidente che un settore strategico come quello turistico può avere anche benefici dalle risorse che si incamererebbero con l’introduzione di una nuova tassa – afferma il Presidente della Fondazione Think Tank Nord Est, Antonio Ferrarelli – Fondamentale è però che la tassa sia veramente tassa di scopo, ovvero utile per promuovere il turismo, creare servizi e sinergie nell’offerta, in pratica una risorsa per incrementare le presenze e non da usare per tamponare i bilanci”.

L’INTRODUZIONE DELLA TASSA DI SOGGIORNO IN FRIULI VENEZIA GIULIA

“C’era necessità di aggiornare la legge sul turismo che risale al 2002 e che dopo quasi un quindicennio mostrava ormai parti desuete: si è dunque provveduto a una rivisitazione complessiva della normativa, con l’inserimento di alcune novità: la più significativa è quella che riguarda l’introduzione della cosiddetta tassa di soggiorno”.

Così spiega il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello obiettivi e necessità che hanno portato alla scrittura del disegno di legge (ddl) Disciplina delle politiche regionali nel settore turistico e dell’attrattività del territorio regionale approvato venerdì in via preliminare dalla Giunta regionale riunita a Trieste.

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In merito alla tassa di soggiorno, Bolzonello chiarisce che “potrà essere istituita dai Comuni superiori ai 30.000 abitanti e da quelli a vocazione turistica – Lignano e Grado – con la possibilità per gli altri Comuni di individuare le migliori forme di applicazione in collaborazione con le Unioni Territoriali Intercomunali (UTI), di rispettiva appartenza”.

“Il valore potrà oscillare da tra un minimo di 50 centesimi di euro e un massimo di 2,50 euro e la modalità di applicazione sarà decisa dai Comuni. Abbiamo previsto un solo vincolo: non potrà essere messa a bilancio per altre finalità se non il reinvestimento per scopi turistici”, spiega Bolzonello.

Forni-di-Sopra-dallalto50In particolare, il 70 per cento di questi proventi dovranno essere destinati a investimenti per le infrastrutture turistiche, il restante 30 per cento alla promozione, “ma sia gli investimenti che la promozione – sottolinea il vicepresidente – dovranno essere concordati al fine di ottimizzare lo sviluppo del turismo”.

Altra novità che il ddl apporta alla normativa riguarda la riscrittura di tutto il sistema degli Uffici di accoglienza turistica, IAT-Informazione e Accoglienza Turistica, che sono tutti sottoposti alla regia di PromoTurismo FVG e la ridefinizione del corpus delle strutture turistiche, con l’inserimento di nuove forme di ricettività, come ad esempio i condhotel – già previsti dal legislatore nazionale – e ora disciplinati anche dalla normativa regionale.