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Sappada in Friuli, che sia la volta buona?

sappada1A distanza di 7 anni (era il 2008) dal referendum attraverso il quale i cittadini di Sappada si sono espressi in massa (oltre il 95%) per ritornare in Friuli, a Roma l’annoso iter legislativo per il passaggio di Regione pare ad una svolta. Il condizionale è d’obbligo perchè troppe volte in questi anni le illusioni e le delusioni sono state cocenti.

Da quanto riportato oggi dal Messaggero Veneto infatti all’ordine del giorno dei lavori della V Commissione Bilancio del Senato, è stata inserita la comunicazione al Comune dolomitico “di un parere favorevole condizionato grazie al quale verrebbe confermata la fattibilità del cambio di regione, avanzata con le proposte di legge unificate 951 e 1082 (Bellot e De Monte)”.

Lo scoglio più ostico, ovvero la presentazione di una relazione tecnica da parte del Ministero dell’Economia e Finanze per la valutazione della copertura finanziaria sarebbe stato superato e mentre i lavori della Commissione Affari costituzionali non sono stati ancora calendarizzati, l’iter si sarebbe comunque schiarito: “affrontata la questione dei subemendamenti, si procederà con la votazione affinché il testo venga “promosso” a sede legislativa, evitando così il passaggio in Aula” si legge ancora.

Sul Corriere delle Alpi nei giorni scorsi Alessandro Mauro, coordinatore del Comitato referendario di Sappada, ha dichiarato di essere fiducioso rispetto agli sviluppi romani della vicenda. «Mai siamo stati così vicini ad una soluzione. E per quanto riguarda i costi  – aveva aggiunto Mauro – riteniamo, secondo i nostri calcoli, che siano di gran lunga inferiori». 

Il costo dell’operazione per il cambio di Regione, secondo le stime circolate, si aggirerebbe tra i 500 e i 750 mila euro, ovvero le minori entrate per lo Stato italiano nel momento in cui Sappada entrasse a far parte della Regione a Statuto Speciale Friuli Venezia Giulia.

 

LA GALLERY DELLA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA DEL 22 MAGGIO 2015 A SAPPADA