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Super lavoro per il Soccorso Alpino: interventi da Tarvisio ad Andreis

Una giornata intensa, segnata da una lunga serie di attivazioni tra montagna, sentieri e aree boschive. Sabato 2 maggio il Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia è stato impegnato in diversi interventi, dal Tarvisiano al Carso triestino, fino al Pordenonese, con richieste di aiuto arrivate al Nue112 e coordinate dalla Sores.

Il primo intervento si è registrato tra le 12 e le 13 nella zona dei Laghi di Fusine, lungo il sentiero che conduce al Rifugio Zacchi. La stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino è stata attivata con sei tecnici, assieme ai soccorritori della Guardia di Finanza e all’ambulanza, per una donna di nazionalità slovena, nata nel 1988, colta da un forte malessere mentre si trovava in compagnia di alcuni amici. I soccorritori sono saliti lungo la pista forestale fino a circa 150 metri dal punto in cui si trovava la donna, l’hanno raggiunta, imbarellata e caricata su un mezzo per accompagnarla a valle. Qui è stata visitata dal personale sanitario dell’ambulanza. Fortunatamente le sue condizioni sono migliorate e la donna ha potuto fare rientro con mezzi propri.

Poco prima delle 15, nuovo intervento a San Dorligo della Valle, in provincia di Trieste. La Sores ha attivato la stazione di Trieste del Soccorso Alpino dopo una chiamata al Nue112 per una donna con una probabile frattura a una caviglia, lungo il sentiero compreso tra la ciclabile Cottur e l’abitato di Bottazzo. I soccorritori hanno raggiunto in auto il punto in cui si trovava la donna, una triestina nata nel 1979, le hanno immobilizzato l’arto e, considerati i tempi di attesa dell’ambulanza, l’hanno accompagnata direttamente all’ospedale di Cattinara.

Nel primo pomeriggio l’attenzione si è poi spostata nel Pordenonese. Poco dopo le 15 la Sores ha attivato la stazione di Maniago del Soccorso Alpino e l’elisoccorso regionale per una persona rimasta bloccata, o incrodata, sul Monte Messer, a circa 2000 metri di altitudine, in una zona ripida e ancora interessata dalla presenza di neve, tra Forcella I Muri e Monte Paster. La persona non presentava problemi sanitari, ma la situazione aveva un alto rischio evolutivo. L’elicottero, con a bordo un tecnico di elisoccorso, ha effettuato il recupero al verricello e ha trasportato l’escursionista a Erto, dove ad attenderlo c’erano alcuni amici. L’intervento si è concluso poco prima delle 17.

Quasi contemporaneamente, sempre nel territorio pordenonese, è arrivata una seconda attivazione per la stazione di Maniago. Due giovani con tenda al seguito, nei pressi di Forcella Giaveit, a circa 1400 metri di quota, avevano contattato il Nue112 per chiedere informazioni sulla presenza di acqua lungo il percorso e indicazioni sul sentiero da seguire in discesa verso il Bivacco Molassa. In un primo momento non sembravano avere bisogno di aiuto diretto: i soccorritori sono rimasti in contatto con loro, monitorandone la discesa.

Poco prima delle 16, a Manzano, una donna ha chiamato il Nue112 riferendo di essersi smarrita nel Bosco della Sdricca, lungo il sentiero 770. È stata attivata la stazione di Udine del Soccorso Alpino, ma la situazione si è risolta rapidamente: la donna è riuscita a ritrovare la strada e a rientrare in autonomia a Manzano.

Nel tardo pomeriggio, poco prima delle 18, la stazione di Maniago è stata nuovamente attivata per un intervento a Clauzetto. Due giovani di Fiume Veneto, un ragazzo e una ragazza, si trovavano in difficoltà dopo aver camminato per circa quattro ore e mezza lungo il percorso attorno a Cuel Spelat. Partiti da Mulinars, avevano seguito il Torrente Cosa con l’obiettivo di raggiungere Pradis di Sotto, ma non erano riusciti ad arrivare alla meta e avevano deciso di tornare sui propri passi. Secondo l’applicazione che stavano utilizzando sul cellulare, non si trovavano sull’itinerario corretto, ma su un tratto sdrucciolevole segnato solo da alcuni bolli di vernice. Tre soccorritori della stazione di Maniago sono andati loro incontro, percorrendo circa un’ora di cammino prima di raggiungerli. L’intervento si è concluso poco prima delle 20 con il rientro dei due giovani assieme ai soccorritori.

La situazione più delicata è rimasta quella di Andreis. I due giovani che da Forcella Giaveit avrebbero dovuto scendere verso il Bivacco Molassa, a un certo punto, non sono più risultati raggiungibili telefonicamente. La zona non presenta sentieri con segnavia Cai, ma molte tracce non ufficiali, dove è facile sbagliare direzione. Per questo, alla perdita del contatto, è stato attivato l’elicottero dell’elisoccorso regionale per una perlustrazione. In un primo momento le ricerche non avevano dato esito e si stava valutando anche un’eventuale attivazione in fase notturna. I soccorritori erano in contatto con i genitori dei ragazzi, preoccupati per la situazione.

Poco prima del buio, però, la svolta: i due escursionisti sono riusciti ad agganciare per un istante la rete telefonica e a inviare le proprie coordinate dopo aver ricevuto l’SMS Locator dalla centrale operativa. L’elicottero si è portato direttamente sul punto indicato, poco sotto la forcella, dove i ragazzi si erano fermati sopra alcuni salti di roccia. Con due verricellate, il tecnico di elisoccorso li ha recuperati e portati a valle.

Una giornata complessa, dunque, ma conclusa senza conseguenze gravi per le persone coinvolte, grazie al lavoro coordinato tra Soccorso Alpino, Sores, Guardia di Finanza, elisoccorso regionale, ambulanza e centrale Nue112.