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A Gemona il giorno della grande Messa con il cardinale Zuppi, tutte le info utili

Gemona torna oggi a essere il cuore spirituale e civile del Friuli. Nel pomeriggio di domenica 3 maggio, alle 16, la caserma Goi-Pantanali accoglierà la Santa Messa di ringraziamento e commemorazione per il 50° anniversario del terremoto del 1976, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. La celebrazione si terrà nell’area all’aperto della caserma, luogo simbolo della tragedia, dove la sera del sisma persero la vita 29 alpini del Battaglione Gemona.

Sarà un evento di popolo, prima ancora che una celebrazione religiosa. Un momento per commemorare le 990 vittime, pregare per i sopravvissuti e ricordare i 2.500 feriti, i 60 mila sfollati e quella ricostruzione che, partendo dalle macerie, seppe diventare modello di responsabilità, coesione e concretezza. Il Friuli, piegato ma non spezzato dall’Orcolat, ritrovò allora una forza collettiva che ancora oggi rappresenta una delle pagine più alte della sua storia.

Alla Goi-Pantanali sono attese migliaia di persone, con un’organizzazione predisposta per gestire un afflusso importante. Le indicazioni diffuse dall’Arcidiocesi di Udine ricordano che, per ragioni di sicurezza e per favorire il regolare svolgimento della celebrazione, sono state previste modalità di accesso dedicate, con registrazioni per gruppi ecclesiali e partecipanti singoli. L’area è stata allestita con palco, altare, tribune, posti in platea e maxischermi per consentire anche a chi si troverà più distante di seguire pienamente la liturgia.

La celebrazione sarà concelebrata da circa 200 sacerdoti e vedrà la presenza di 19 vescovi. Accanto al cardinale Zuppi ci saranno l’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba e l’arcivescovo emerito Andrea Bruno Mazzocato, insieme a presuli provenienti dal Nordest e da altre diocesi italiane, oltre a rappresentanti ecclesiali anche da Lubiana e Gurk-Klagenfurt. La liturgia sarà accompagnata da un grande coro, con canti anche in friulano, a sottolineare il legame profondo tra fede, lingua, terra e memoria.

Il luogo scelto dà ulteriore forza al significato della giornata. La caserma Goi-Pantanali non è soltanto uno spazio ampio e adatto ad accogliere la grande partecipazione prevista: è una ferita della memoria friulana. Proprio lì, cinquant’anni fa, la violenza del terremoto colpì anche giovani militari di leva, diventati parte del dolore collettivo di un’intera regione.

INFO UTILI

La partecipazione alla Santa Messa è gratuita, ma l’accesso all’area è regolato da registrazione online tramite TicketOne. Chi ha già effettuato la registrazione dovrà presentarsi con il pass ricevuto, stampato oppure in formato digitale sullo smartphone. Ogni pass contiene un QR code da esibire ai varchi. L’accesso all’area della celebrazione avverrà da via Armentaressa, dove saranno predisposti i filtri di sicurezza. Una volta superati i controlli, i partecipanti riceveranno il libretto della celebrazione e alcuni materiali ricordo, per poi essere accompagnati nei settori assegnati. Alcuni spazi del parterre saranno riservati ad autorità, giovani presenti agli incontri del mattino, ministranti, persone con disabilità, ordini cavallereschi e delegazioni delle diocesi gemellate.

Anche chi non fosse riuscito a registrarsi in anticipo potrà presentarsi sul posto: l’acquisizione del pass in loco sarà possibile, previa disponibilità di posti. L’indicazione resta comunque quella di arrivare con congruo anticipo, considerando il numero elevato di partecipanti attesi, i controlli di sicurezza e i tempi necessari per l’accesso all’area.

Particolare attenzione è stata dedicata alla viabilità. Non sarà possibile raggiungere direttamente la zona della celebrazione con mezzi propri. Le auto saranno indirizzate verso il parco del Rivellino di Osoppo, da cui sarà attivo un servizio di bus navetta verso l’area della Messa, con fermata ad alcune centinaia di metri dall’ingresso. Per chi arriva in treno, la stazione di Gemona del Friuli dista circa 600 metri dall’ingresso riservato ai fedeli: il tratto dovrà essere percorso a piedi.

Sono previsti anche bus organizzati dalle parrocchie, dalle Collaborazioni pastorali e dall’Arcidiocesi, in particolare per le aree meno servite dai collegamenti ferroviari. Le direttrici indicate comprendono, tra le altre, Latisana-Rivignano-Gemona, Codroipo-Dignano-Gemona, Fagagna-San Daniele-Majano-Gemona, l’area delle Valli del Natisone e del Torre, la Carnia, Sappada e la Val Canale.

Per motivi di sicurezza non saranno ammessi nell’area ombrelli con punta, borracce metalliche, oggetti contundenti, coltellini, aste metalliche per bandiere o stendardi appuntiti, né sedie anche pieghevoli. Saranno invece consentiti zaini, cappellini, bandane, k-way, striscioni, bandiere con aste in plastica non appuntite e cibo già pronto, come panini o snack. L’Arcidiocesi raccomanda un abbigliamento consono al contesto liturgico e invita tutti a non lasciare rifiuti nell’area.

Per le persone non deambulanti è prevista un’area dedicata con posti riservati. Ogni persona in sedia a rotelle potrà essere accompagnata da un accompagnatore, secondo le modalità comunicate dall’organizzazione.

La giornata non sarà soltanto quella della celebrazione pomeridiana. Fin dal mattino Gemona accoglie anche i giovani dell’Arcidiocesi per un incontro con il cardinale Zuppi, promosso dall’Ufficio di Pastorale Giovanile e dal Servizio di Pastorale Universitaria. Il programma prevede il ritrovo al centro parrocchiale Glemonensis, lo spostamento al Santuario di Sant’Antonio, momenti di musica, testimonianza e dialogo, il pranzo al sacco e poi il corteo verso la caserma Goi-Pantanali per partecipare alla Messa delle 16.

Per chi non potrà essere presente fisicamente, la Santa Messa sarà trasmessa anche in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia (youtube.com/@RegioneFVG).

Il cammino della memoria proseguirà poi mercoledì 6 maggio, giorno esatto del cinquantesimo anniversario della scossa. L’Arcidiocesi di Udine ha invitato tutte le Collaborazioni pastorali a vivere un momento di preghiera per le vittime e di ringraziamento per la solidarietà ricevuta. Alle 21, l’orario in cui la terra tremò nel 1976, le campane delle comunità sono chiamate a suonare insieme, in un gesto semplice e potente di memoria condivisa.