GemonesePrimo pianoTerritorio

Sanità a Gemona, un anno dopo. Lunedì tutta la città chiamata a raduno

Tutto è pronto per l’incontro pubblico, organizzato dal Coordinamento dei Comitati per la difesa dell’Ospedale “Sa Michele” di Gemona del Friuli, fissato per lunedì 16 novembre, alle ore 20 al centro parrocchiale Glemonensis.

In quella sede, assieme ad altri Comitati regionali, si farà il punto dalla parte dei cittadini, alla presenza di politici e tecnici, di un anno di riforma sanitaria targata Serracchiani/Telesca. A questo evento sono state entrambe invitate a partecipare.

__

GALLERY DELL’INCONTRO DEL 10 NOVEMBRE 2014

__

IL FACCIA A FACCIA CON IL DIRETTORE GENERALE

Nel frattempo i Comitati riferiscono in una nota l’esito di un recente incontro con il dottor Pier Paolo Benetollo, Direttore generale della AAS 3 “Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli” per approfondire alcuni aspetti del funzionamento del San Michele.

I Comitati hanno preso atto che gli ambulatori di chirurgia e cardiologia sono stati riportati sui cinque giorni, dopo una loro inspiegata riduzione. Per migliorare il servizio cardiologico, hanno proposto la sostituzione dell’attuale ecocardiografo con uno nuovo, anche in vista del suo uso per la futura riabilitazione cardiologica.

Pier-Paolo-Benetollo larga
Pier Paolo Benetollo

Notizie non positive per l’attuale reparto di medicina, con i suoi 50 posti letto, che per legge dovrà essere soppresso e i pazienti divisi fra Tolmezzo e San Daniele. Nulla è cambiato per i servizi territoriali, che nonostante le promesse, dopo la riforma non hanno avuto nessuna implementazione. “Il Direttore – aggiungo i Comitati – nulla ha invece voluto dire riguardo il piano delle emergenze., fermo restando che l’attuale P.S funziona regolarmente e ha avuto ben 13500 accessi nel 2014. Gli è stato ricordato che una sola ambulanza con infermiere a bordo per Gemona sarà insufficiente, vista l’ampiezza del territorio da coprire , anche per la ventilata trasformazione dell’attuale P.S. in un Punto di Primo intervento. Un luogo quindi solo di transito verso Tolmezzo o Udine per i casi gravi. Il rischio paventato, come già successo a Maniago, è di arrivare lì e non trovare nessuno, in quanto l’unico medico presente potrà uscire sul territorio nei casi gravi”.

Gli è stato inoltre chiesto quanti interventi di Day Surgery sono stati trattati a Gemona quest’anno “ma non c’è stata risposta in termini numerici. Anche per i tempi di attuazione del progetto di riconversione del presidio ospedaliero per la riabilitazione cardiologica, traumatologica e neurologica, non sono stati forniti tempi e modalità. Tutto viene rimandato all’anno prossimo”.

Al Direttore è stato inoltre chiesto, per un miglior servizio, di dar corso all’acquisto di un mammografo digitale per Gemona, cosa prevista nei P.A.L. degli anni scorsi. Infine si è parlato della elipiazzola del San Michele. Senza specificare la tempistica, ci è stata data assicurazione che questa verrà realizzata e messa a norma. “La nostra richiesta – concludono i comitati – è stata di attrezzarla anche per il volo notturno, vista la baricentricità e accessibilità dell’ospedale gemonese”.