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Quattro soccorsi in meno di tre ore: malori e incidenti tra Alpi Giulie, Carnia e Carso

Quattro missioni di soccorso concentrate nell’arco di poche ore, tra le 12.30 e le 15, hanno impegnato venerdì gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia, insieme a Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, personale sanitario ed elisoccorso regionale. Gli interventi si sono susseguiti tra Chiusaforte, Pontebba, Trieste e Sappada, per malori e incidenti avvenuti durante escursioni e attività all’aperto.

Malore a duemila metri sul gruppo del Canin

Il primo allarme è scattato attorno alle 12.30 a Sella Bilapec, a circa 2 mila metri di quota, sul gruppo del Canin nelle Alpi Giulie, nel territorio di Chiusaforte.

La Sores ha attivato la stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza e il secondo elicottero dell’elisoccorso regionale per soccorrere un escursionista spagnolo di 22 anni colpito da un malore.

I finanzieri hanno raggiunto a piedi la sella, mentre con l’elicottero sono arrivati il medico e il tecnico di elisoccorso. Il giovane è stato stabilizzato, imbarcato sul velivolo e trasferito all’ospedale di Tolmezzo. L’intervento si è concluso intorno alle 14.30.

Shock anafilattico dopo la puntura di un insetto

Quasi contemporaneamente, sempre attorno alle 12.30, una seconda emergenza ha interessato la zona di Pontebba.

La stazione di Moggio Udinese del Soccorso Alpino è stata attivata dalla Sores insieme alla Guardia di Finanza e all’elisoccorso regionale per una giovane classe 2007 colpita da shock anafilattico dopo la puntura di un insetto mentre percorreva la via di salita al Monte Cavallo.

L’elicottero è riuscito ad atterrare nelle vicinanze e a sbarcare l’intera équipe sanitaria. Dopo essere stata stabilizzata, la ragazza è stata trasportata all’ospedale di Tolmezzo. Le operazioni si sono concluse intorno alle 13.30.

Cade per dieci metri in Costa dei Barbari

Particolarmente tecnico e articolato l’intervento affrontato invece dalla stazione di Trieste del Soccorso Alpino in Costa dei Barbari.

Un uomo di nazionalità slovena, di circa quarant’anni, è precipitato durante la discesa per una decina di metri, riportando diversi traumi, tra cui una sospetta frattura a un braccio.

Sul posto sono intervenuti, oltre agli uomini del Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco, i sanitari dell’ambulanza del 118 e quelli dell’automedica.

La posizione dell’infortunato e il terreno particolarmente impervio hanno reso necessario predisporre dei punti di ancoraggio per impedire che l’uomo potesse scivolare ulteriormente. Dopo essere stato stabilizzato e sistemato nel materassino a depressione, è stato calato con le corde per alcuni metri sulla barella dei Vigili del Fuoco.

Successivamente è stato trasferito sulla barella portantina e trasportato a spalla dai soccorritori fino a Portopiccolo, dove è stato affidato all’equipaggio dell’ambulanza.

Infortunio alla caviglia a Passo Sesis

Un quarto intervento ha impegnato, tra le 13.15 e le 14, quattro soccorritori della stazione di Sappada.

Al Rifugio Calvi hanno preso in carico un escursionista di Montebelluna, classe 1960, che si era procurato un trauma alla caviglia mentre si trovava a Passo Sesis.

L’uomo aveva ricevuto una prima assistenza da un medico presente sul posto, che gli aveva immobilizzato l’arto con mezzi di fortuna, riuscendo poi a raggiungere autonomamente il rifugio.

Da qui i soccorritori lo hanno caricato sul fuoristrada e accompagnato fino alla strada asfaltata, dove era pronta ad attenderlo un’ambulanza. L’escursionista, che lamentava anche alcuni sbalzi di pressione, ha però rifiutato il trasporto in ospedale, decidendo di rientrare con mezzi propri.