Paularo-Uti Carnia, scontro tra Tondo e Panontin

“I sindaci non sono prigionieri politici. Sarebbe il caso che qualcuno lo spiegasse a Francesco Brollo, presidente dell’Uti della Carnia. Paularo vuole uscire dall’Unione Territoriale? É una decisione libera e legittima, e gode del mio pieno sostegno”. Così Renzo Tondo, presidente del gruppo regionale di Autonomia Responsabile, dopo il caso del ricorso dell’Unione della Carnia contro il comune della Val d’Incarojo.

Spiega Tondo: “Brollo dovrebbe essere garante del territorio e della comunità, invece si limita a svolgere il ruolo di esecutore di ordini che piovono dall’alto. La politica dovrebbe essere confronto, dialettica e sintesi. Ricatti, minacce e battaglie legali mortificano la politica, e allontanano ulteriormente l’opinione pubblica”. Secondo il capogruppo di Autonomia Responsabile “il caso Paularo è solo l’ultimo caso di una gestione politica grottesca. La riforma degli enti locali doveva essere concertata e condivisa, non imposta. Viste le premesse, la riforma non poteva che fallire miseramente. L’aspetto che più mi preoccupa è che il Pd sta alimentando una guerra tra poveri, mettendo in ginocchio i Comuni più piccoli, e penalizzando, in ultima istanza, i cittadini”.

Chiude Tondo: “Sconcertante l’ostinazione della presidente Serracchiani che, dopo le rovinose sconfitte elettorali di questi anni, prosegue imperterrita nella sua operazione di demolizione istituzionale. Aveva promesso una legislatura di riforme e rilancio, è invece riuscita nell’impresa di massacrare la sanità e scaraventare nel caos gli enti locali. Fortunatamente, il suo mandato sta volgendo al termine. E, con lei, chiuderemo la stagione del killeraggio su commissione”.

LA REPLICA DELL’ASSESSORE REGIONALE PANONTIN

“Sorprende che a fare certe affermazioni sia chi ha avuto per cinque anni la responsabilità della guida della Regione senza, di fatto, assumersi nessuna responsabilità”.

Paolo Panontin (Assessore regionale Autonomie locali)

Con queste parole l’assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, commenta le ultime dichiarazioni di Renzo Tondo, già presidente della Regione in due diversi momenti e attuale presidente del gruppo regionale di Autonomia Responsabile. Nel commentare le parole di Tondo, Panontin mette in evidenza come egli, da governatore, “non è riuscito ad attuare né la riforma degli enti locali né altre riforme, eppure ora critica”. “C’è un modo molto facile di amministrare la cosa pubblica: galleggiare e non fare nulla. Così ha fatto Tondo per cinque anni. La Giunta guidata da Debora Serracchiani al contrario si è assunta la responsabilità di ‘governare’ veramente, attuando i programmi elettorali, che sono autentici contratti con i cittadini”.

Panontin ricorda in proposito che “Tondo, insieme alla sua Giunta, alla conferenza dei sindaci montani del 5 novembre 2009 aveva annunciato di voler dar corso alla riforma degli enti locali, cominciando da quelli montani attraverso il modello delle unioni di comuni, per poi estenderla a tutta la regione. Ma nemmeno un anno più tardi era stato costretto a far slittare quel tentativo di riforma perché non piaceva a nessuno, e un anno dopo non aveva ancora trovato la quadra sul testo”.

“Solo nell’ottobre del 2011, a un anno e mezzo dal termine della legislatura, Tondo riuscì a far approvare in Consiglio regionale il disegno di legge 150, poi divenuto legge 14/2011”. “In quel testo – sottolinea – erano già previsti l’obbligo di costituire le Unioni e l’obbligo di esercizio associato delle funzioni in Unione, il trasferimento obbligatorio del personale verso l’Unione, l’attribuzione diretta all’Unione delle risorse finanziarie (trasferimenti regionali) e l’impegno ad estendere il modello a tutta il Friuli Venezia Giulia. Ma il presidente Tondo evidentemente non ebbe né la capacità né il coraggio di attuare quella legge e la lasciò dormire nei cassetti dell’ufficio”.

Rispetto poi alle polemiche innescate da Tondo sull’Unione territoriale della Carnia e sulla vicenda di Paularo, l’assessore Panontin fa notare che l’Uti “è l’unico vero soggetto istituzionale legittimato a impugnare la delibera del Comune di Paularo perché quest’ultimo, approvando un atto palesemente contrario alla legge, ha inteso violare un patto sottoscritto con i Comuni partecipanti all’Unione e mettendo per tale via a repentaglio l’intera organizzazione dell’ente sovracomunale”

INTERVENTO STEFANO MAZZOLINI

«Pieno sostegno al sindaco di Paularo per la scelta di uscire dall’Uti della Carnia: la scelta di ricorrere al Tar da parte del sindaco Francesco Brollo dimostra tutta l’arroganza della sinistra al

Stefano Mazzolini

potere». Non usa mezze parole Stefano Mazzolini, esponente della Lega Nord, per esprimere tutto il proprio disappunto in merito alla vicenda che sta interessando il sindaco Daniele Di Gleria.

«Non bastava il fatto che la riforma fosse stata calata dall’alto da un punto di vista politico – sbotta Mazzolini – ora si vuole costringere a restare all’interno dell’Uti anche con l’utilizzo della giustizia. Robe da matti. Dov’è finita la liberta di azione dei nostri sindaci?». Il leghista è certo che la scelta di Brollo sia dettata da un ordine arrivato dall’alto: «Ormai abbiamo capito come funziona – conclude – Serracchiani ordina e i suoi subalterni eseguono. La Carnia e la montagna non rinasceranno mai se si continuerà ad abbassare la testa e a prendere ordini da gente venuta da fuori. Servono orgoglio e spirito di appartenenza in certe situazioni, per pensare prima al bene dei propri cittadini piuttosto che alla poltrona».

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Un pensiero su “Paularo-Uti Carnia, scontro tra Tondo e Panontin

  • 3 Marzo 2017 in 11:19
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    Che dire, che hanno ragione sia Tondo che Panontin ? o che hanno torto ambedue ?
    Provo a raccontare un aneddoto : Una mia amica d’infanzia ebbe a raccontarmi che, quando suo padre era Sindaco, venne una mattina da lui un compaesano, che lo informò di un cavillo in atto fra lui ed un’altra persona. Mio padre lo ascoltò e poi gli disse : tu âs reson tu ! Non più tardi di 15 minuti, venne da mio padre la controparte, lo ascoltò attentamente e lo licenziò dicendogli : tu âs reson tu.
    La mia amica d’infanzia, che aveva seguito tutto, uscito che fu il secondo interlocutore, disse al padre : papà, prima u âs dât reson a Toni e dopo tu âs fat compagn cun Jacum, par me nol è just ! E il pâri : tu âs reson encja tu !
    A proposito delle UTI ho detto la mia in più riprese, è una riforma sbagliata, non è possibile gestire il territorio carnico, dove esistono, se non vado errato, 28 Comuni, con catatteristiche diverse, stando a Tolmezzo. Una riforma andava fatta, ma non così, l’ UTI, per la Carnia, non è altro che il colpo di grazia per una realtà in cui il “campanile” ha ancora un significato. Tolto quello (prima però sarà opportuno suonare le campane a morto), non rimarrà più nulla. La Montagna si aspettava ben altro, non le “panontiniane”

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