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Maurizio Landini in Friuli: «Cambiare il Jobs Act è una priorità per il Paese»

«Il tema centrale, per il Friuli Venezia Giulia come per il resto del paese, resta quello del lavoro. Un lavoro di cui non si può continuare a morire e che deve garantire a tutti un’esistenza dignitosa. È quello che la Cgil ha scritto in una lettera ai nuovi parlamentari, chiedendo di cambiare il jobs act e ricordando che questo è l’obiettivo che si pone la proposta di legge di iniziativa popolare da noi presentata lo scorso anno, con il sostegno di oltre un milione di firme». È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Cgil Maurizio Landini, a margine dell’assemblea generale della Cgil di Udine, l’appuntamento che ha chiuso la tornata precongressuale della Camera del lavoro friulana.

Tra i temi toccati dall’ex numero uno della Fiom anche l’esigenza di rivedere la legge Fornero e di una riforma degli ammortizzatori sociali, «per garantirne l’estensione a tutte le imprese e a ogni forma di lavoro, indipendentemente dalla tipologia di contratto». Tra le misure proposte dalla Cgil anche l’approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale, anche per una semplificazione del panorama contrattuale, e l’istituzione di un reddito di garanzia per i giovani alla ricerca di un primo impiego e per chi perde lavoro in seguito a licenziamento o alla scadenza di un contratto, oltre all’estensione dell’attuale reddito d’inclusione, «perché la soglia Isee di 6.000 euro – ha affermato Landini – è troppo bassa per consentire una risposta efficace contro la povertà, una piaga che colpisce 1,5 milioni di famiglie e oltre 4 milioni di persone nel nostro Paese».

Informato della notizia del grave infortunio occorso mercoledì sera a un operaio della cartiera Reno de Medici di Ovaro, l’esponente della Cgil nazionale ha rilanciato i temi della sicurezza, già al centro delle manifestazioni del Primo Maggio, ribadendo che «la sicurezza non è un costo ma un investimento è che è necessario potenziare i controlli e rafforzare la cultura della prevenzione».

Ad aprire il dibattito, tenutosi nella sede di via Bassi, a Udine, il segretario generale della Cgil friulana Natalino Giacomini, che ha tracciato un bilancio delle dodici assemblee precongressuali tenutesi in provincia: «Si è trattato di uno sforzo importante ma necessario – ha commentato – per contribuire a un documento congressuale che parta dalla base». Una base che in provincia di Udine conta su quasi 35mila iscritti tra attivi e pensionati, un terzo del totale regionale, coinvolti fin d’ora in un percorso congressuale che per Udine partirà ufficialmente tra un mese, con il direttivo del 12 giugno, per concludersi alla fine di ottobre, un mese prima del congresso regionale, previsto per la fine di novembre, mentre quello nazionale si terrà a Bari dal 22 al 25 gennaio 2019.