Il valore della memoria nelle parole del Cardinale Bassetti a Trasaghis
Il Friuli non deve perdere la memoria del proprio passato, specialmente di quel bene prezioso nato in seno a una tragedia devastante come quella del terremoto. Questo è il messaggio centrale affidato dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve e già presidente della CEI, durante l’omelia celebrata oggi a Trasaghis per il cinquantesimo anniversario del terremoto.
Nel corso della celebrazione, Bassetti ha rievocato con forza la propria esperienza personale vissuta in Friuli subito dopo la catastrofe. All’epoca era un giovane sacerdote fiorentino e fu inviato dal suo vescovo proprio tra le popolazioni colpite per offrire sostegno. Il cardinale ha ricordato quel momento con profonda emozione, sottolineando di non essersi mai pentito di quell’obbedienza, definendola una testimonianza spirituale e umana che lo ha accompagnato per tutta l’esistenza.
Questo legame indissolubile con il territorio gli ha permesso di toccare con mano l’incredibile ondata di solidarietà che seguì le scosse. Ripercorrendo i giorni della ricostruzione, Bassetti ha lodato la capacità di rinascita del popolo friulano, spiegando che il risorgere di queste terre è dipeso interamente dalla loro celebre tenacia e dal loro carattere saldo. Secondo il porporato, il Friuli è diventato un esempio per tutti perché i suoi abitanti sanno esprimere gratitudine e non dimenticano il sostegno ricevuto, trasformando il dolore in un modello di dignità e ripartenza.
