Inaugurata a Gemona la mostra “Memorie Riflesse”, il racconto di 50 anni di rinascita
Si è aperta ieri, alle ex carceri del Castello di Gemona del Friuli, la mostra “Memorie Riflesse. Lo sguardo incontra il ricordo”. L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura, è stata inaugurata alla vigilia del cinquantesimo anniversario del terremoto per offrire un percorso sensoriale che rilegge mezzo secolo di storia tra lutto, solidarietà e la rinascita del “Modello Friuli”.
Il progetto, curato da Diego Carpenedo e Giacomina Pellizzari, utilizza immagini, documenti e installazioni video-immersive per raccontare l’anima di un popolo capace di ricostruire il proprio futuro. Il percorso dialoga con l’omonimo volume edito da Forum, presentato durante la serata, che ripercorre le tappe fondamentali della ricostruzione: dalla gestione dell’emergenza alla formula “dov’era e com’era”.
Durante l’inaugurazione, la vicesindaco e assessore alla Cultura Flavia Virilli ha sottolineato il valore del progetto: «L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il cinquantesimo anniversario del terremoto non possa essere ridotto a una ricorrenza. “Memorie Riflesse” è un atto di cura verso la nostra comunità. Abbiamo voluto costruire un percorso in grado di raccogliere immagini, documenti, archivi, testimonianze e linguaggi contemporanei, trasformandoli in conoscenza condivisa. Ricordare significa dare forma a una responsabilità: verso chi non c’è più, verso chi ha ricostruito e verso le generazioni che dovranno custodirne l’eredità».
Il sindaco Roberto Revelant ha aggiunto: «Gemona porta nella propria storia una ferita che non si è mai chiusa del tutto, ma che ha generato una forza civile straordinaria. Il terremoto del 1976 distrusse case, luoghi, affetti, riferimenti. La nostra comunità seppe però rialzarsi con dignità, grazie alla forza della popolazione, alla solidarietà arrivata da ogni parte del mondo e al lavoro di chi tradusse l’emergenza in ricostruzione. Oggi questa mostra ci chiede di guardare a quella vicenda con lucidità, perché Gemona continua a trovare nella memoria le ragioni della propria identità e del proprio domani».
La mostra, realizzata con il sostegno della Regione e la collaborazione di numerosi partner scientifici, resterà ora aperta al pubblico come spazio di riflessione e trasmissione della memoria collettiva.
