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Martedì a Gemona si inaugura la nuova Dialisi con Serracchiani e Telesca

La Presidente  della Regione Debora Serracchiani e l’Assessore alla Sanità Maria Sandra Telesca arriveranno a Gemona del Friuli al Presidio ospedaliero del San Michele,  per inaugurare il rinnovato reparto della Dialisi. 

Il Programma reso noto dall’Azienda Sanitaria n. 3 prevede:
14.00 Introduzione del Direttore Generale
14.15 Interventi di Clinici e Tecnici
14.30 Intervento dell’Associazione Dializzati
14.40 Intervento dell’Assessore alla Salute e Politiche Sociali Maria Sandra Telesca
14.50 Intervento della Presidente della Regione FVG Debora Serracchiani
A seguire benedizione e visita dei locali

I COMITATI

Gli attivisti dei Comitato in difesa del San Michele stigmatizzano il fatto che la struttura della Dialisi “funziona regolarmente già dall’estate scorsa! Una inaugurazione a cui in un primo tempo tra l’altro non era stato invitato il Sindaco Urbani. L’ennesimo schiaffo si consumerà ai danni di Gemona e delle zone afferenti con l’annunciata visita della Presidente e dell’Assessore Telesca al San Michele, un ospedale per acuti, esistente da 750 anni, che il Centrosinistra vuole trasformare in un  oliambulatorio/cronicario, a servizio di altri Ospedali”.

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L’inaugurazione dei Comitati avvenuta la scorsa estate

“Questa fasulla inaugurazione – sostengono – e’ una autentica presa in giro per la Comunità visto che finora la Presidente non aveva trovato il tempo per farlo. Però nel frattempo era stata in diversi luoghi della Regione a vario titolo e aveva anche inaugurato sagre locali, in Comuni di Amministrazioni amiche. Naturalmente non vorremmo che questo indispensabile Reparto facesse la fine del Laboratorio della Montagna, pomposamente inaugurato tempo addietro e altrettanto velocemente diventato un deposito di attrezzature aziendali. Oltretutto visto che evidentemente gli impegni romani l’hanno parecchio assorbita, l’8 agosto avevamo provveduto noi ad inaugurare il Reparto, in maniera ufficiosa, con il regolare taglio del nastro tricolore”.

“Rimandiamo quindi al mittente l’arroganza di questa inutile visita e saremo numerosi ad aspettarle. Sono due anni che inutilmente chiediamo loro di venire a Gemona, in una pubblica assemblea, a spiegare la loro iniqua legge di riforma sanitaria. Una legge politica, con forti contenuti ideologici, che ha premiato i territori organici al governo regionale e punito gli avversari. Oltretutto nel 40° anniversario del terremoto, si vuol chiudere di fatto l’unico ospedale antisismico della Regione, nella zona più sismica della stessa. La prevista chiusura del PS e ADE al 31 Marzo e della Medicina a Giugno lo dimostrano inequivocabilmente”.

Il Presidio di protesta dei Comitati, per disposizione dell’Autorità di P.S., verrà attivato dalle ore 13.30 nella parte iniziale del parcheggio dell’Ospedale, dove confluiranno i cittadini, che con la loro presenza, testimonieranno nuovamente la loro contrarietà alla riforma sanitaria, che sarà oggetto di referendum abrogativo.

QUESTIONE AMBULANZE

E nel frattempo il gruppo Facebook “Io Voglio l’Ospedale a Gemona” torna alla carica sulla polemica legata alle ambulanze e a quella di Chiusaforte in particolare: “Spiace constatare che dirigenti che paghiamo a peso d’oro non sappiano cosa succede all’interno della propria azienda sanitaria, nemmeno quando per espletare tutti i turni del servizio dell’emergenza, bisogna ricorrere alle convenzioni con soggetti terzi! Riguardo al servizio 118 della postazione di Chiusaforte, espletato in vari turni questo mese dalla Croce Rossa, il direttore Lattuada afferma che “A me non risulta che la postazione del 118 di Chiusaforte sia gestita dalla Croce Rossa italiana, e anche, se lo fosse, non vedo il problema”.

ambulanza alto friuli croce rossa“Per fortuna – proseguono dal gruppo – il presidente della Cri di Udine Mainero conferma sulla stampa lo svolgimento di “240 ore di presenza attiva nel mese di marzo nella postazione di Chiusaforte in virtù della convenzione in essere”. Lungi dal mettere in discussione il lavoro e la professionalità del personale della Cri, vorremmo solo conoscere dal direttore Lattuada le modalità con cui il piano delle emergenze si sta attuando e soprattutto la previsione aggiuntiva di spesa, qualora venga data in appalto a soggetti terzi. La stessa domanda l’abbiamo posta all’assessore Telesca in terza commissione durante la discussione del piano emergenze, senza ricevere risposta. Ci chiediamo come sia possibile che a riforma avviata non ci siano le risorse e i mezzi per attuare lo stesso piano, nello specifico come si farà a coprire i turni delle ulteriori due postazioni del 118 in Carnia, se già non si riesce per Chiusaforte. La direzione aziendale prevede di utilizzare soggetti terzi anche per garantire l’emergenza? É lecito chiedere quali sono i costi qualora venisse dato in appalto l’emergenza, dal momento che, ad esempio, la convenzione quinquennale dell’ospedale di Udine e ex Ass4 è di 6 milioni di euro?

Se la “rivoluzione culturale” inneggiata dalla Serracchiani e dalla Telesca consiste nell’iniziare a appaltare il servizio dell’emergenza, lo dicano chiaramente. Non vorremmo, tra qualche mese, trovarci di fronte a stanziamenti consistenti da parte dell’azienda sanitaria a soggetti terzi per l’attuazione dell’emergenza, quando invece i pronto soccorsi vengono chiusi” concludono dal gruppo.