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Mandi Giuseppe Zamberletti, il Friuli non ti dimenticherà mai

E’ morto a Varese Giuseppe Zamberletti (nella foto in occasione del 40^ del terremoto a Gemona con Mattarella) Il padre della protezione civile e Commissario straordinario del Governo per il Terremoto del Friuli del 1976, aveva 85 anni, da tempo malato, era ricoverato in ospedale. Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, lo ricorda come “un amico, un maestro, una guida”.

“Oggi perdiamo uno straordinario conoscitore della fragilità del nostro paese – ha aggiunto – un uomo che per primo intuì la necessità di distinguere la fase del soccorso in emergenza da quella fondamentale della previsione e della prevenzione dei rischi naturali”. Zamberletti è stato parlamentare della Democrazia Cristiana fin dal 1968 e si è sempre occupato di temi riguardanti la sicurezza dei cittadini. Nel 1972 ha ricoperto l’incarico di Sottosegretario all’Interno nei governi presieduti da Aldo Moro e da Giulio Andreotti, con la delega per la Pubblica sicurezza, l’antincendio e protezione civile.

In occasione del terremoto del 1976 in Friuli, Zamberletti fu nominato Commissario Straordinario per assicurare il coordinamento dei soccorsi. Nel 1980, a seguito del terremoto abbattutosi sulla Campania e la Basilicata, la sua esperienza di Commissario Straordinario si ripete. L’esperienza maturata lo porta al convincimento che le calamità, sia naturali che legate all’attività dell’uomo, non possono essere fronteggiate soltanto con una attività di mero soccorso, ma possono essere previste, prevenute e mitigate nei loro effetti mediante l’operatività stabile di una struttura creata ad hoc. Così nel 1981 verrà incaricato dal presidente della Repubblica, Sandro Pertini, di predisporre, quale alto commissario, gli strumenti organizzativi della nuova protezione civile, e nel 1982, nominato Ministro per il coordinamento della protezione civile, diventa Capo del Dipartimento appena creato. “È il giorno – ricorda la Protezione civile – in cui, in Italia, si volta pagina nella gestione delle calamità sul territorio nazionale.

Sergio Mattarella (Presidente Repubblica Italiana), accompagnato da Giuseppe Zamberletti (Ex commissario ricostruzione), a Gemona per le celebrazioni a 40 anni dal terremoto in Friuli

Un percorso che terminerà con la legge 225 del 1992 che rappresenterà il traguardo di un progetto iniziato dieci anni prima”. Zamberletti sarà Ministro organizzatore e coordinatore del nascente sistema nazionale di protezione civile per il 1982 e poi ancora dal 1984 al 1987 in gran parte sotto la Presidenza di Bettino Craxi. Dopo la fine dell’esperienza ministeriale, Zamberletti non si è più allontanato da quel mondo che lui stesso aveva creato: la passione, l’impegno per la protezione civile non lo faranno mai desistere dall’interessarsi della materia, tanto che nel 2007 viene nominato Presidente della Commissione Grandi rischi, incarico alla cui scadenza, proseguirà ancora, nella carica di Presidente emerito, che ha mantenuto sino alla fine.

La “felice e lungimirante intuizione dell’on. Zamberletti riguardo all’importanza del ruolo ricoperto dalla scienza nel campo della previsione e prevenzione dei rischi connessi con eventi naturali e antropici, al servizio di una società moderna e consapevole” è stato ricordato da Gabriele Scarascia Mugnozza, presidente della commissione Grandi rischi. Zamberletti, secondo Scarascia Mugnozza, “fu il primo politico a comprendere la necessità di un supporto tecnico-scientifico permanente nei confronti degli organi di governo chiamati ad assumere decisioni assai delicate su tali aspetti di grande impatto sociale ed economico”.

IL RICORDO DEL FRIULI

“Grazie per quello che hai fatto per la nostra terra, grazie per aver ridato speranza e futuro alla nostra gente”. È il pensiero che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, rivolge a Giuseppe Zamberletti, il padre della Protezione civile scomparso ieri all’età di 85 anni. “Se il Friuli è uscito con grande slancio prospettico dal post terremoto del 1976 – aggiunge Fedriga – lo si deve anche all’opera di colui che, nelle vesti di commissario straordinario per l’imponente emergenza, seppe valutare capacità e determinazione di un territorio storicamente e culturalmente mai domo, delegando ai sindaci molte importanti competenze e coordinando al meglio quello che è ormai conosciuto e riconosciuto nel mondo come il Modello Friuli”. “La nostra regione – conclude il governatore – sa apprezzare chi le fa del bene e non dimentica, tributando un saluto composto quanto sincero e riconoscente”.

“Ci ha lasciati un grande amico, un uomo che per la nostra regione è stato una guida, un padre che con mano sicura ci ha condotti fuori dall’emergenza del terremoto del ’76. Se c’è un nome che a pronunciarlo mette d’accordo tutti è quello di Giuseppe Zamberletti”. Con queste parole il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, commenta la scomparsa, avvenuta nella tarda serata di ieri, all’età di 85 anni, dell’allora commissario straordinario per il coordinamento dei soccorsi del terremoto in Friuli. “Dobbiamo ricordare Zamberletti – ha continuato Riccardi – perché è stata sua l’intuizione e la volontà di creare il dipartimento nazionale della Protezione civile. In questo compito, accanto alla grande preparazione ed esperienza, ha saputo donare tutta la sua umanità diventando per migliaia di volontari di tutta Italia una guida e anche un amico, un maestro”. “Ho perso un amico, un uomo – conclude il vicegovernatore – che ha sempre saputo darmi i giusti consigli con la sua spontaneità e semplicità”.

Un pensiero su “Mandi Giuseppe Zamberletti, il Friuli non ti dimenticherà mai

  • Una vera guida per la nostra regione,
    Non ti dimenticheremo mai Grazie Fam Cimenti

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