La Protezione Civile Fvg approvvigionerà i rifugi alpini difficili da raggiungere a causa della tempesta Vaia

La Protezione civile regionale è pronta nel mettere a disposizione la propria organizzazione per approvvigionare i rifugi alpini difficili da raggiungere attraverso i sentieri dissestatisi a causa dell’uragano Vaia che si è abbattuto sul Friuli Venezia Giulia ad ottobre dello scorso anno.

Lo ha assicurato il vicegovernatore della Regione Riccardo Riccardi incontrando a Udine, insieme al direttore regionale della Protezione Civile Amedeo Aristei, il presidente del Club alpino italiano del Friuli Venezia Giulia Silverio Giurgevich e il presidente della commissione Giulia carnica sentieri, rifugi e opere alpine Piergiorgio Tami.

La riunione è servita alla Regione per ribadire la propria disponibilità nel venire incontro a quanti gestiscono le strutture in quota, garantendo il supporto affinchè i rifugi possano restare aperti e svolgere il loro importante compito a supporto di quanti vivono la montagna sia nella stagione estiva che in quella invernale. A tal proposito il vicegovernatore ha chiesto ai rappresentanti del Cai di compiere una ricognizione generale delle strutture che in questo momento soffrono delle maggiori difficoltà.

“Alcune delle strade di collegamento con i rifugi alpini – ha detto Riccardi – sono ancora impraticabili e non utilizzabili a seguito dell’ondata di maltempo che, ad ottobre dello scorso anno, si è abbattuto sulla nostra regione. In attesa di ripristinare i sentieri, la Protezione civile si mette a disposizione per portare in quota, con il proprio elicottero, viveri e materiale che permettano a questi punti di ritrovo di poter svolgere al meglio il proprio compito”. 

Il vicegovernatore ha inoltre chiesto ai rappresentanti del Cai di compiere un’ulteriore mappatura delle strutture esistenti che necessitano di alcuni servizi primari, quali ad esempio acqua ed energia elettrica, per valutare se vi sia la fattibilità nel compiere i relativi interventi. “I rifugi – ha detto Riccardi – sono strutture importanti perché rappresentano un patrimonio di tutti coloro che vivono la montagna. Inoltre andrebbero valorizzati e protetti garantendo, laddove fosse possibile, alcuni interventi anche a tutela della sicurezza di coloro che li utilizzano”.

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