CulturaGemonese

Dante Spinotti presenta a Gemona la sua autobiografia

Prima di ripartire per gli Stati Uniti, dove lo attendono i prossimi impegni cinematografici, il “carnico di Hollywood” Dante Spinotti non poteva che salutare il pubblico regionale da Gemona, con la Cineteca del Friuli, di cui è presidente onorario e che conserva il prezioso Fondo Spinotti.

Il direttore della fotografia presenterà, sabato 2 marzo alle ore 18 al Cinema Sociale di Gemona,”Il sogno del cinema. La mia vita, un film alla volta”, il libro che racconta la sua vita e la sua straordinaria carriera scritto insieme a Nicola Lucchi e pubblicato da La Nave di Teseo. A intervistarlo e dialogare con lui sarà Fulvio Toffoli.

A seguire, la proiezione di Posso entrare? An Ode to Naples (2023) diretto da Trudie Styler con la fotografia di Spinotti. Premiato a dicembre come “Documentario europeo dell’anno” alla 28a edizione del festival Capri – Hollywood, è un canto alla magnifica quanto complessa e inafferrabile Napoli, città a cui la regista è molto legata e che ha riaccolto a braccia aperte anche Spinotti, già direttore della fotografia del napoletanissimo film di Luciano De Crescenzo Così parlò Bellavista (1984).

Fra ricordi, aneddoti e rivelazioni, l’incontro con Spinotti è l’occasione per conoscerlo più da vicino e ripercorrere insieme a lui le tappe di una luminosa carriera maturata da una passione per la fotografia coltivata fin da giovanissimo. Il lungo e non sempre facile percorso che lo ha portato a diventare “uno dei più grandi direttori della fotografia italiani del ventunesimo secolo” (parola di Anthony Hopkins, che firma la prefazione del libro) inizia in Kenya, dove il giovane Dante si trova per la prima volta dietro la macchina da presa come assistente di Renato Spinotti, lo zio documentarista. Seguono gli anni alla Rai, le esperienze cinematografiche con registi quali Sergio Citti, Gabriele Salvatores, Lina Wertmüller, Liliana Cavani, fino all’incontro con Dino De Laurentis, che lo porta a Hollywood. Da allora Spinotti, che vive fra Stati Uniti e Italia, ha lavorato con le più celebri star hollywoodiane e grandi registi come Michael Mann, Bruce Beresford, Michael Apted, Sam Raimi, Curtis Hanson, Brett Ratner, Barry Levinson e, in Italia, Ermanno Olmi e Giuseppe Tornatore. Dei tanti riconoscimenti che hanno costellato la sua carriera ricordiamo, oltre alle due nomination all’Oscar (per L.A. Confidential e Insider – Dietro la verità), due David di Donatello, due Nastri d’Argento, un BAFTA Award e un’infinità di premi alla carriera fra cui il Plus Camerimage Lifetime Achievement Award ricevuto a Lodz, il premio ASC alla carriera conferito dall’American Society of Cinematographers, il Pardo alla carriera del Locarno Film Festival e il Quarzo d’oro alla carriera delle Giornate della Luce di Spilimbergo.

L’ultimo film girato con Barry Levinson, Wise Guys, con Robert De Niro, è di prossima uscita negli States.