Dalla famiglia di Elisa Valent nuove attrezzature per l’Ospedale di Tolmezzo

Lo scorso venerdì 29 luglio si è svolta presso la Pediatria di Tolmezzo la cerimonia organizzata per ufficializzare la donazione che la famiglia di Elisa Valent (la studentessa Erasmus scomparsa in Spagna la primavera scorsa) ha voluto dedicare al reparto dell’Ospedale di Tolmezzo.

La donazione della famiglia Valent consiste in due kit completi di otoscopi da ambulatorio e di un dermatoscopio – dichiara il dott. Tiziano Basso, primario del reparto di Pediatria – i primi due kit permetteranno al reparto di effettuare questo tipo di visite con strumenti moderni e che permettano una diagnosi più precisa,, mentre il dermatoscopio permetterà alla dott.ssa Pettarin di implementare l’ambulatorio di dermatologia pediatrica, di cui è appassionata esperta, e permettendo quindi un’ulteriore specializzazione nel reparto.”

ospedaletolmezzo (800x522)Oltre alla Famiglia e ai professionisti della Pediatria alla cerimonia erano presenti anche il dott. Pier Paolo Benetollo (direttore generale dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.3) e Fabio Di Bernardo (sindaco di Venzone) in rappresentanza della comunità che ha contribuito alla raccolta dei fondi, un gesto di grande valore simbolico di tutta la popolazione e degli amici, in onore di Elisa.

“Elisa era una cittadina del mondo, come dimostra l’esperienza che stava affrontando, ma allo stesso tempo era molto legata al territorio e alla propria comunità. La lunga frequentazione di Elisa in Pediatria negli anni scorsi erano per lei un ricordo positivo vissuto come in una vera e propria famiglia.”

Durante la cerimonia, la famiglia ha annunciato che è stata fondata un’associazione, voluta da tutte le famiglie delle ragazze perite nel disastro in Spagna, che si chiamerà:“Genitori Generazione Erasmus – XX marzo 2016 – Uniti Perchè Non Accada Mai Più” che si prefigge lo scopo di proteggere i soggiorni all’estero dei ragazzi Erasmus.

Questa serata – conclude quindi il dott. Basso – conferma, anche se per occasioni così drammatiche, il forte legame fra strutture sanitarie e territorio e la possibilità di creare gesti dalla grande valenza sociale”.