Dalla Cisl lo sprone alla Regione: “Avanti con la previdenza complementare”

Il tema delle pensioni affrontato a 360 gradi, dai problemi aperti dalla legge Fornero, ed ancora irrisolti, alle prospettive future, passando per le opportunità date dalla previdenza complementare.
E’ la Cisl Fvg a fare il punto complessivo, nel corso di un convegno organizzato nel pomeriggio a Tolmezzo con esperti regionali e nazionali, come il professor Stefano Miani dell’Università di Udine, Guido Luca Brunello, dirigente Inps Fvg, Luigi Ballanti, direttore generale Mefop, l’assessore regionale Loredana Panariti e, a chiudere, il segretario nazionale Cisl, Maurizio Petriccioli.
Al centro le questioni “calde” e l’obiettivo da raggiungere per il Sindacato: riformare l’attuale sistema pensionistico, rifacendosi a tre parole d’ordine: flessibilità d’uscita, equità, solidarietà. “Tutto quello – anticipa Luciano Bordin per la segretaria regionale del Sindacato – che oggi manca, con un Governo più preoccupato di fare cassa, che di cambiare in senso migliorativo le regole. Un Governo che non si accorge che a rischio è la credibilità e fiducia nella previdenza, soprattutto da parte dei giovani”. La denuncia della Cisl Fvg non risparmia colpi: dalla rigidità dell’Esecutivo nazionale, alla complessità e poca chiarezza dei diritti e doveri previdenziali oggi in essere, al taglio – pesantissimo ai Patronati – oggi gli unici in grado di dare risposte a cittadini sempre più preoccupati ed in difficoltà.
pubblico“Quello che chiediamo – sintetizza Bordin – è una riforma che vada nel senso della sostenibilità sia economica che sociale, superando la frammentazione delle regole e la rigidità d’uscita in una cornice definita di età e contributi, ma anche riconoscendo la differenza tra lavori”. Leve indispensabili – per la Cisl Fvg – per garantire il turn over, ma anche per incontrare le esigenza di vita delle persone, oggi assolutamente sacrificate. Senza contare tutta la partita, altrettanto prioritaria, che riguarda le donne, che scontano, nell’attuale sistema, un inaccettabile divario di genere in termini di importi, con pensioni basse e senza nessun meccanismo compensativo. “Per questo – afferma Bordin – vogliamo il rafforzamento delle coperture figurative non solo dei periodi di maternità, congedo parentale e periodi di cura, ma anche l’estensione del riconoscimento, ai fini pensionistici, dei periodi di assistenza ai familiari disabili gravi  la valorizzazione del tempo della maternità presso tutte le gestioni previdenziali”.
Grande attenzione, tuttavia – è emerso dal convegno – va riposta nella previdenza complementare, con la Cisl Fvg che incalza la Regione ad avviare, in sinergia con le parti sociali, un ragionamento su possibili campagne di sensibilizzazione, dirette soprattutto ai giovani, rispetto ai quali va peraltro sostenuta con maggior energia la partecipazione al mercato del lavoro, la continuità contributiva anche nei periodi di non lavoro ed il valore del reddito percepito, altrimenti il rischio, non troppo remoto, è che per i precari, parasubordinati ed autonomi, sia necessario il ricorso all’assistenza pubblica. Previdenza complementare, dunque, da incentivare – per il Sindacato – anche attraverso la contrattazione collettiva, magari, come sta già accadendo in alcuni settori (vd quello edile), prevedendo l’iscrizione automatica; senza contare la necessità stringente di intervenire sull’efficienza degli stessi fondi, oggi troppi (496) e molti dei quali troppo piccoli.
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