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Burro “di montagna” con latte della Pianura Padana e formaggio con materia prima olandese

I Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Udine, supportati dai colleghi del Comando Provinciale di Udine, a seguito di controllo – effettuato presso lo stabilimento e lo spaccio vendita – nei confronti di un’azienda lattiero – casearia dell’Alto Friuli in materia di etichettatura e pubblicità ingannevole, hanno accertato come l’impresa aveva posto in vendita e pubblicizzato sul proprio sito internet:

  • burro con denominazione evocante la qualità di “montagna” e pubblicità con richiamo all’utilizzo di latte locale, a fronte di prodotti con ingredienti 100% di provenienza fuori regione, di cui ingrediente primario latte da allevamenti intensivi siti in Pianura Padana;
  • formaggio con denominazione evocante “la zona montana tipica”, a fronte dell’utilizzo di latte 100% di origine estera proveniente da allevamenti dei Paesi Bassi e trasportato da un intermediario francese.

Considerato peraltro il contesto di vendita come spaccio lattiero-caseario in zona di montagna ed il sito internet aziendale con richiamo al pascolo degli animali tra i “prati verdi e le montagne” del posto, tali da evocare inequivocabilmente nell’acquirente l’errata idea di burri e formaggi plasmati con ingredienti friulani e derivanti dalla filiera montana locale, si contestava ai rappresentanti dell’impresa – nati e residenti in provincia di Udine – la violazione dell’art. 7 del reg ue 1169/2011 relativo alle pratiche leali di informazione, sanzionata ex art 3 c. 1 d.lgs. 231/2017, per aver indotto in errore il consumatore finale per quanto riguarda le caratteristiche degli alimenti, con l’applicazione di sanzioni amministrative per un totale di circa 67000 euro, in considerazione del fatturato aziendale che ammontava a 5 milioni di euro. Infatti con l’introduzione della legge 75/2026, in vigore dal maggio 2026, per le infrazioni più gravi come in questo caso, la sanzione può raggiungere fino al 3% del fatturato annuo dell’operatore fino a un limite di 100mila euro

I Carabinieri ricordano che l’art. 7 del Regolamento UE vieta che le informazioni sugli alimenti inducano in errore il consumatore. Si applica a etichette, pubblicità e presentazioni, vietando – come nel caso di specie – indicazioni false su natura, identità, proprietà, composizione, quantità, durata, paese/luogo d’origine, nonché l’attribuzione di effetti curativi o caratteristiche speciali che in realtà possiedono anche prodotti analoghi.

I controlli esperiti si inseriscono nella quotidiana vigilanza del settore agroalimentare operata dal Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri a garanzia della correttezza delle informazioni commerciali fornite ai consumatori, delle filiere agroalimentari locali e dei marchi europei a tutela dei prodotti tipici.