TIMAU- Successo per il Carnevale

Anche quest’anno Timau ha festeggiato il suo particolare carnevale ed anche quest’anno le cose sono andate bene, a dispetto dei timori e delle perplessità della vigilia. Le incertezze in cui si dibattevano gli organizzatori, in verità, riguardavano più la tenuta del tempo che la convinzione di riuscire a "confezionare" un prodotto apprezzabile. La conferma della fondatezza di certe paure è puntualmente arrivata perché non si può certo sostenere che la Dea della meteorologia abbia sorriso a tutte quelle persone che tra sabato 2 e domenica 3 febbraio hanno partecipato alla festa svoltasi sotto il tendone e per le vie del paese. Solo il giorno 5, martedì grasso, il cielo si è schiarito al punto da spingersi a mostrare squarci di azzurro, ma forse il miglioramento della situazione è stato determinato dalla sfilata delle mascherine poiché il sorriso innocente e gioioso di un bimbo, si sa, dissipa anche i malumori più accaniti.

Abbiamo accennato agli organizzatori ed allora portiamoli direttamente in primo piano, facendo il contrario di ciò che usualmente si verifica in una pellicola cinematografica: per una volta lasciamo che i titoli di coda scorrano all’inizio del film, con l’elencazione di tecnici e maestranze che hanno collaborato al buon esito della manifestazione.

Il carnevale di Timau è stato reso possibile dagli sforzi congiunti di alcune Associazioni locali, con in testa la Pro Loco, aiutate economicamente dall’Amministrazione comunale di Paluzza, dalla SECAB e altri sponsor. Scendendo nei dettagli, è doveroso menzionare quelle persone che hanno attivamente prestato la loro opera, così concorrendo alla lusinghiera riuscita dell’evento. Le citeremo tra un momento dividendole per settore di operazioni, ma è necessario precisare che spesso i loro interventi si sono realizzati all’insegna dell’intercambiabilità, per cui tutti hanno fatto un po’ di tutto. Un’ultima annotazione: chiediamo sinceramente scusa a coloro che la nostra memoria o l’incompletezza dell’ informazione hanno relegato nell’angolo della dimenticanza.

Il tendone riscaldato, ad esempio, è stato montato a tempo di record da Fernando, Paolo, Pierantonio, Rosolino, Thomas, Edo, Lauro, Velio ed Eugenio, con la partecipazione straordinaria di René che si è anche occupato dell’installazione dell’impianto elettrico. Si è trattato di una autentica sfacchinata , ma l’abnegazione di quei lodevoli volontari è stata certamente gratificata dalla consapevolezza di aver offerto un piacevole intrattenimento ai visitatori che nella serata di sabato 2 febbraio hanno avuto modo di godersi un gradevole tepore mentre si rilassavano in compagnia del duo vocale-strumentale "Carnia Day" oppure si dedicavano alla degustazione di saporiti piatti preparati in cucina da un agguerrito manipolo di valenti gastronome: Eddie, Ivana, Ketty, Velia, Doriana e Tullia.

Mentre Nadia e Marilena si occupavano di prendere le ordinazioni ed incassare i relativi importi, Lorena, Anna e Dimitri si può dire fungevano da "jolly", ora servendo ai tavoli, ora sparecchiandoli, oppure rifornendo il frigo e il banco di cibi e di bibite esauriti; non di rado, inoltre, sostituivano le loro colleghe in mansioni estemporanee.

Una citazione particolare meritano quattro volenterose signorinelle, Giulia, Michela, Nicole e Silvia, le quali hanno aiutato le più "grandi" in tutti i modi, dimostrando che l’organizzazione delle edizioni future del carnevale potrà sicuramente contare sulle loro capacità ed il loro impegno.

Un ringraziamento sentito, inoltre, va a quelle gentili signore che hanno fornito il loro apprezzato contributo alla festa regalando torte, crostate, strudel, crostoli e ghiottonerie similari, così come un vibrante "grazie" deve essere rivolto a tutti coloro che sono entrati sotto il tendone ed hanno speso dei soldi in consumazioni: perché gli elogi fanno piacere, non c’è dubbio, ma… "senza soldi non si cantano messe", per citare un vecchio adagio!

Domenica 3, sotto un cielo plumbeo che per fortuna non si è aperto alla pioggia, per le strade di Timau hanno sciamato le maschere tradizionali i "Krampus", "Maschkar min kloukn" e "Da Jutalan", seguite alla rinfusa da adulti e bambini travestiti con costumi carnevaleschi di fantasia.

Le "Jutalan" sono leggiadre maschere esclusive di Timau (a proposito, anche questa volta le mani d’oro di Mariangela, Eddie e Diana hanno confezionato i vestiti con maestria). Il loro abbigliamento comprende un cappello con velo che cela completamente il volto, una camicia e una gonna entrambe bianche, calze bianche e ai piedi i tipici "scarpets". Esse, inoltre, si avvolgono intorno alla vita una fascia dalla quale pendono molti nastri colorati. Le "Jutalan" non parlano durante la sfilata, piroettano con grazia e leggerezza al suono ininterrotto della fisarmonica che le accompagna e coinvolgono nei loro balli le persone che assistono alla parata dai lati della via.

"Dar Maschkar" (i campanacci) sono invece figure paurose e selvagge. Si tingono di nero con la fuliggine il viso e le mani, tentando di sporcare a tradimento i volti di chi capita loro a tiro. Indossano una camicia di lavoro generalmente a quadri, ruvidi pantaloni di velluto al ginocchio, grossi calzettoni di lana e calzano pesanti zoccoli oppure grezzi scarponi completi di ramponi per la neve. Sulla schiena recano uno o più campanacci da mucca che rintoccano sordamente sbattendo, per effetto dell’andatura "a strappi", contro le gobbe finte alle quali sono legati con funi da fieno. Appesi alla cintura o alla camicia hanno salsicce, pezzi di pancetta o di altri salumi che di tanto in tanto mordicchiano durante il cammino.

I "Krampus", infine, sono maschere provenienti principalmente dalla vicina Carinzia e sono di origini antichissime. Qualcuno ipotizza che esse simboleggino il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, celebrando l’eterno rinnovarsi del ciclo vitale della natura, perché legge nel loro aspetto terrificante la determinazione di scacciare l’inverno. E terrificanti i "Krampus" lo sono davvero! Vanno in giro coperti interamente da irsute pellicce di bestie selvatiche ed inalberano sul viso grandi mascheroni di legno abilmente intagliati che risultano addirittura affascinanti nella loro orrida bruttezza.

Terminata la sfilata, la folla infreddolita di protagonisti e spettatori ha trovato confortante rifugio nel calduccio del tendone, riuscendo a soddisfare anche lo stomaco grazie soprattutto alla gustosa pastasciutta preparata, come tradizione, da Olivieri e dai suoi generosi alpini.

Martedì 5 ha visto la celebrazione del carnevale dei bambini, una festa ineguagliabile per spontaneità, genuinità e tenero candore. Le piccole mascherine, complice un pomeriggio finalmente decente sotto l’aspetto meteorologico, hanno regalato a Timau un sano momento di contagiosa allegria, culminato sul tardi con il tradizionale rogo del fantoccio raffigurante il carnevale che si è lentamente dissolto in una miriade di scoppi e faville salutati dalla malinconia generale per la fine del tempo dei divertimenti.