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Tragedia al Porto Vecchio di Trieste, la 21enne morta nell’incendio era originaria di Buja

Era originaria di Tomba di Buja, nel cuore del Friuli Collinare, Marilisa Covasso, la giovane di appena 21 anni che ha perso la vita nel tragico incendio divampato nella serata di domenica 1° novembre all’interno del Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Una tragedia che ha profondamente scosso la comunità bujese, dove la ragazza viveva con la famiglia, e che ha provocato la morte di un’altra persona, un giovane di 23 anni di origine marocchina.

Marilisa abitava con i genitori e il fratello nella frazione di Tomba. La notizia della sua morte, avvenuta in circostanze drammatiche, ha suscitato profondo dolore nel territorio del Friuli Collinare, mentre gli investigatori stanno cercando di ricostruire quanto accaduto all’interno dell’edificio abbandonato. Secondo le prime informazioni, riportate dal quotidiano “Il Piccolo”, la giovane sarebbe stata a Trieste per trascorrere la serata di Halloween.

I corpi dei due giovani sono stati rinvenuti al piano superiore della struttura, un fabbricato fatiscente il cui accesso era già stato interdetto da tempo. Secondo i primi accertamenti, entrambi sarebbero morti a causa delle esalazioni provocate dall’incendio, che si sarebbe sviluppato al pianterreno per poi propagarsi rapidamente.

Stando a una prima ricostruzione, all’origine del rogo potrebbe esserci un falò acceso da un gruppo di quattro migranti che si trovavano al piano terra dell’edificio, presumibilmente per riscaldarsi o cucinare. Le fiamme avrebbero raggiunto alcuni rifiuti presenti sul pavimento, alimentando un incendio che si sarebbe rapidamente esteso ad altre parti della struttura. Si tratta tuttavia di una dinamica ancora al vaglio degli investigatori.

La Procura della Repubblica di Trieste ha aperto un fascicolo d’indagine, nel quale vengono valutate le ipotesi di omicidio colposo e incendio colposo. Gli investigatori della Polizia di Stato stanno raccogliendo le testimonianze delle persone che frequentavano l’area del Porto Vecchio nelle ore precedenti e successive all’incendio, nel tentativo di chiarire l’esatta origine delle fiamme e le eventuali responsabilità.

Tra gli aspetti ancora da accertare figura anche il motivo per cui Marilisa e il giovane marocchino, destinatario di un decreto di espulsione, si trovassero all’interno del Magazzino 18, nonostante il divieto di accesso. Gli inquirenti stanno inoltre cercando di stabilire se i due fossero già presenti al piano superiore quando è divampato il rogo e quali circostanze abbiano impedito loro di mettersi in salvo.

Nel frattempo, è stato disposto un rafforzamento della vigilanza nell’area del Porto Vecchio, con controlli delle forze dell’ordine nell’arco delle 24 ore per impedire ulteriori accessi agli edifici abbandonati e prevenire nuove situazioni di pericolo.

A Buja, intanto, è il momento del dolore e del cordoglio. La sindaca Silvia Pezzetta ha voluto esprimere pubblicamente la vicinanza dell’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza alla famiglia Covasso.