Tondo e Manzan (Ar): «Un’unica Comunità della Montagna è sufficiente»

Autonomia Responsabile condivide, in linea di massima, i contenuti del ddl approvato da pochi giorni in giunta regionale, che ridisegna l’assetto degli enti locali in Fvg. C’è però un punto su cui, per la civica fondata da Renzo Tondo, si dovrebbe osare di più: la governance del territorio montano.

Giulia Manzan

«Bene ha fatto la giunta a ricreare un organismo, chiamato Comunità della Montagna, per consentire alle “terre alte” della nostra regione di autogestirsi, assegnando le risorse e le competenze necessarie – afferma la coordinatrice regionale di Ar, Giulia Manzan –. Però non condividiamo l’eccessiva frammentazione del progetto, che parte da tre Comunità. A nostro avviso ne basterebbe una, capace di dare rappresentanza all’intero territorio regionale». Ar però è pronta a trattare su questo punto, dicendosi disponibile anche ad accettare al massimo due Comunità della Montagna: una per le terre alte della provincia di Udine, una per quelle della provincia di Pordenone.

Sulla stessa linea anche Tondo, che da governatore del Fvg fece commissariare le vecchie Comunità Montane: «Da allora sono passati 20 anni – chiarisce – tutto è cambiato. In questo momento, andando a riformare l’intero sistema degli enti locali, chiediamo coraggio a questa maggioranza: ok alla nascita dei 4 sub-ambiti con l’idea di farli diventare elettivi, ma gli si affianchi un quinto organismo dedicato solo alla montagna».
L’idea di Tondo è quello di una sorta di “quinta provincia” per gestire il territorio montano. «E’ positivo il fatto che questa giunta abbia voluto dare dignità alla montagna. Ora – chiude il deputato – mi auguro che gli intenti si trasformino presto in fatti concreti: le nostre terre alte hanno bisogno di supporto e sviluppo». 

(nella foto di copertina Renzo Tondo)

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