Spilimberghese uccide la fidanzata di Dignano, poi si costituisce

Era reclinato sul posto a fianco del guidatore il corpo di Nadia Orlando, 21 anni di Vidulis di Dignano, strangolata dal fidanzato Francesco Mazzega e da lui portata stamani alla caserma della Polstrada di Palmanova, dove l’uomo si è costituito. La vettura, una Toyota Yaris, è stata esaminata nel parcheggio della caserma dalla Polizia scientifica e dal medico legale; il corpo è stato rimosso verso le ore 11.30. Mazzega è stato sottoposto a interrogatorio da parte del pm Letizia Puppa.

Nadia Orlando (da Facebook)

Da quanto si è appreso, la famiglia aveva lanciato l’allarme all’alba di oggi, quando ha scoperto che la ragazza non aveva fatto rientro per la notte. Secondo le testimonianze riferite dai vicini della vittima, Nadia sarebbe uscita ieri sera con il fidanzato senza che vi fossero sospetti circa il tragico epilogo. Quando dalla sede di lavoro della coppia, la Lima di San Daniele, è stata confermata la contemporanea assenza dei due, il dubbio è diventato realtà senza che comunque si pensasse ancora a un delitto, ma piuttosto a un incidente.,

“Il papà di Nadia era molto preoccupato: pochi giorni fa mi ha riferito il suo timore per questo fidanzato che aveva descritto come possessivo e geloso. Si era perfino commosso alle lacrime non sapendo come risolvere, dopo che la figlia gli aveva confidato il proprio disagio. Nemmeno si sentisse un simile epilogo”. Lo ha riferito un parente della famiglia della vittima, prima di entrare dai genitori e stringersi al loro dolore. Nadia Orlando era benvoluta in paese e si prodigava per la propria comunità: aiutava alla sagra locale, che si è conclusa domenica sera, e dava una mano al giornalino della parrocchia.

La sede della Polizia Stradale di Palmanova

Anche il sindaco di Dignano, Riccardo Zuccolo, ha espresso il proprio cordoglio. Per garantire tranquillità ai congiunti ha firmato un’ordinanza urgente con la quale vieta l’accesso alla strada dove si trova l’abitazione di famiglia, meta di un triste pellegrinaggio a piedi di tanti amici e parenti.

Intanto la squadra Mobile della Questura di Pordenone ha posto sotto sequestro l’abitazione di Francesco Mazzega, che risiede a Spilimbergo dal 2014 dopo essersi trasferito da Muzzana del Turgnano. I vicini di casa hanno affermato di non aver udito screzi nella serata di ieri, escludendo che il delitto possa essersi consumato nel condominio di quattro appartamenti dove l’uomo abitava.

“E’ un orrore che si ripete a distanza di un solo anno: la nostra comunità è attonita e ci stringiamo ai genitori delle famiglie coinvolte in quest’ennesimo episodio criminale che non può avere nulla a che fare con il termine amore”.
Sono le parole del sindaco di Spilimbergo, Renzo Francesconi. Nel giugno dello scorso anno una ragazza di 29 anni, Michela Baldo, venne uccisa dall’ex fidanzato Manuel Venier, di 37 anni, nell’abitazione di lei, in pieno centro cittadino. Subito dopo l’uomo si suicidò. Quanto a Francesco Mazzega, viveva in città da poco più di due anni: “Non era noto e da quanto mi risulta faceva vita riservata – ha spiegato il primo cittadino – probabilmente aveva preso un appartamento qui perché vicino a Villanova di San Daniele, dove lavorava, e a Vidulis, dove risiedeva la ragazza. Davvero non ci sono parole per commentare questi episodi, soprattutto quando il medesimo dramma si consuma nella tua piccola comunità”.

 

“L’orrore non si ferma e le donne continuano a essere vittime di una violenza che non ha spiegazione, e che soprattutto non ha giustificazione”. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, esprimendo “dolore e sconcerto” per l’uccisione della giovane dignanese.

La Lima di San Daniele

Per Serracchiani “le donne che rimangono vittime di persone con cui hanno legami affettivi sono ancora un numero troppo elevato, e rappresentano il punto più drammaticamente visibile di una mentalità che ancora si fatica a modificare”.
“In Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto la presidente – un’apposita legge finanzia i progetti antiviolenza, sono state prese iniziative come le Stanze rosa nei Pronto soccorso e si fanno interventi a favore di donne che hanno bisogno di protezione e sostegno per uscire da situazioni di violenza. Occorre però che la consapevolezza del problema diventi più capillare a livello di opinione pubblica e – ha concluso – non se parli solo quando esplode un caso che ha risonanza mediatica”.