Sgravi Irap in Fvg, pronto il regolamento. E per le rette degli asili nido 22 milioni

La Giunta regionale ha approvato stamane, su proposta dell’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, il regolamento concernente i criteri e le modalità per l’applicazione delle deduzioni dall’imponibile dell’Imposta regionale sulle attività produttive.

Nello specifico, la misura, operante in regime de minimis si rivolge alle società di persone e di capitali nonché agli enti pubblici e privati che danno lavoro a persone rimaste prive di occupazione nei 48 mesi precedenti la data di assunzione a causa di licenziamenti collettivi o per giustificato motivo oggettivo.

La deduzione incide sul periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione e per i successivi due, e si articola in ragione dell’età del soggetto assunto, riconoscendo 20mila euro su base annua per ogni unità lavorativa dipendente di età non superiore ai 24 anni, 30mila per il personale tra i 25 e i 45 anni e 40mila per gli over 45.

Tali sgravi non costituiscono misure alternative, ma sono cumulabili nel caso in cui si assumano lavoratori appartenenti a fasce d’età diverse.

Per accedere all’agevolazione è necessario che, al termine del periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione, il numero complessivo di lavoratori a tempo indeterminato presso il soggetto Irap interessato risulti superiore a quello dell’anno fiscale precedente; per beneficiarne anche nei due anni successivi, è invece richiesto il mantenimento dei livelli occupazionali, sia a tempo indeterminato che determinato, e che il rapporto con il dipendente che ha garantito l’accesso alla misura non sia cessato.

“La norma approvata oggi – sottolinea Zilli – rappresenta una tappa importante nel percorso intrapreso dall’Amministrazione regionale per rilanciare l’economia e l’occupazione, dando respiro al mercato del lavoro e offrendo stabilità alle aziende che investono.”

Di particolare interesse infine, secondo l’assessore Fvg, la decisione di commisurare gli importi su base anagrafica. “Un ulteriore sforzo compiuto dalla Giunta regionale per venire incontro in particolare a chi, per ragioni di età, fatica a trovare opportunità di reinserimento”

CONTRIBUTI RETTE ASILI NIDO

Circa 22 milioni di euro complessivi, il triplo rispetto alla cifra investita negli scorsi anni, per contributi finalizzati all’abbattimento delle rette degli asili nido; un aumento del 41 per cento delle domande accolte in quanto erano 2.673 per l’anno educativo 2018-19 e sono 3.775 per il 2019-20 (+ 1.102); contributi fino a 240 euro al mese per i nuclei famigliari con un unico figlio e fino a 600 euro mensili per le famiglie con un secondo bambino.

Sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano i provvedimenti approvati oggi dalla Giunta regionale, su indicazione dell’assessore alla Famiglia, Alessia Rosolen, la quale ha evidenziato che “per incentivare la natalità servono risorse consistenti e la capacità di intercettare i bisogni reali delle famiglie. In passato, la Regione stanziava 6-7 milioni di euro per abbattere le rette degli asili nido. Quest’anno abbiamo triplicato gli importi, registrando un’impennata di richieste da parte delle famiglie”.

“Al netto dell’aumento complessivo, il 41 per cento in più, ci sono alcune scelte politiche chiare e forti che rivendichiamo: è evidente – commenta Rosolen – che la denatalità è legata a doppio filo con altri due aspetti della vita quotidiana, ovvero la disponibilità economica e la conciliabilità tra i tempi della famiglia e quelli del lavoro. Stiamo così battendo la via che porta a rendere accessibile a tutti la possibilità di iscrivere un bambino all’asilo nido: non è solo una scelta economica, questo è un passaggio culturale fondamentale per consentire ai genitori di coniugare i ruoli di madre e di lavoratrice. Il tema è che l’essere mamma è un dono e non può e non deve essere associato a qualcosa che rimandi a una rinuncia”.

Entrando nello specifico, l’assessore ha spiegato che “sono 2.504, ovvero il 66,33 per cento del totale, le domande accolte provenienti da famiglie con almeno due bambini, mentre sono 1.271 (il 33,67 per cento) quelle dei nuclei con un solo figlio. Dei circa 22 milioni investiti, la somma più consistente (circa il 75 per cento del totale) è rivolta all’abbattimento delle rette per le famiglie con più di un figlio. Come già anticipato nei mesi scorsi c’è un altro distinguo da fare: l’importo di 600 euro per i nuclei famigliari con più di un figlio è assegnabile a tutte le famiglie con un Isee inferiore ai 50mila euro”.

Rosolen ha quindi rimarcato che “questo è solo un passaggio, per quanto fondamentale, di un percorso più strutturato, con una prospettiva più ampia. Vogliamo creare una misura unica per tutti i bambini e predisporre un provvedimento ad hoc già con la manovra finanziaria di fine anno”.

“Lavoriamo altresì – ha proseguito l’assessore Fvg – alla redazione del Testo unico per la Famiglia. La ripresa demografica e la ripartenza del tessuto sociale ed economico vanno di pari passo. I giovani devono essere messi nelle condizioni di lavorare e formare una famiglia, con la consapevolezza che una cosa non ostacola e non intacca l’altra. Servono tutele reali, ovvero lavoro solido e strutturato e tempi che consentano di conciliare la vita privata con il lavoro”.

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