Scuola di Montagna, esperienze a confronto a Tolmezzo

Un quadro normativo ad hoc per le scuole di montagna affinché siano fattivamente sostenute nell’importante funzione sociale svolta per lo sviluppo e la crescita dei territori montani. E’ la strada indicata dall’assessore all’istruzione della Provincia di Udine Beppino Govetto per valorizzare il ruolo delle scuole di montagna soprattutto in prospettiva futura. Di queste istituzioni scolastiche, delle criticità ma anche di valide esperienze avviate negli anni, si discuterà sabato 16 aprile a Tolmezzo dalle 9.30 nella sala convegni della Comunità montana della Carnia nell’ambito del convegno organizzato dalla Provincia di Udine “Piccole grandi scuole di montagna: esperienze a confronto e panorami futuri”.

Govetto-Beppino“Le scuole di montagna dal primo ciclo d’istruzione (materna, elementari e medie) alle superiori – spiega Govetto – svolgono un ruolo fondamentale per il territorio ma non sempre sono messe nelle condizioni ottimali per rispondere a questo importante compito. Pensiamo, a esempio, alla frequenza con cui, in queste zone, le scuole vengono affidate a dirigenti scolastici in “reggenza”. A presidi già titolari di scuole “importanti” dal punto di vista dei numeri e della complessità, viene affiancata la “reggenza” di un’altra scuola anche lontana dalla sede principale. In queste condizioni, malgrado svolgano l’incarico con il massimo impegno, passione e senso di responsabilità, per loro, non è agevole farsi carico di tutte le problematicità: ambientali, strutturali e dei servizi della scuola “titolare” e di quelle “aggiunte”. Ecco che è necessario, nell’ottica del rafforzamento dell’autonomia scolastica, – rileva Govetto –  varare norme ad hoc, facendo leva ed esercitando la nostra specialità regionale, per affrontare queste specifiche situazioni. Solo così si potrà trarre il massimo beneficio dalle risorse o dalle iniziative messe in campo, a esempio, dalla legge sulla “Buona Scuola”. Gli interventi varati dalla legge 107, di fatto, in montagna non vengono sfruttati in tutta la loro potenzialità”.

Nel percorso di rafforzamento della scuola di montagna, un’esperienza da valorizzare è sicuramente il progetto Sbilf. Si tratta di una rete nata con un progetto europeo nel 2004, decollata nel 2006 e da allora operativa grazie a un gruppo di insegnanti per il primo ciclo di istruzione di tutto l’Alto Friuli. Varia l’attività realizzata che include molteplici iniziative di ricerca-azione rivolte ai docenti e, in generale, promuove l’impiego delle nuove tecnologie nella didattica. Il fulcro del progetto è la condivisione delle esperienze per creare una comunità educativa; si rivolge a insegnanti ma anche a studenti e genitori attraverso incontri, convegni, eventi pure mediante l’impiego di piattaforme on line per la formazione di docenti o le attività laboratoriali per più classi.

Al convegno parteciperanno il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Pietro Biasiol, il commissario della Comunità Montana della Carnia Lino Not,  Giuseppina Cannella dell’Indire, Elena Mattiussi e Serena Cescato per la rete Sbilf, Gaia Pecile educatrice del Servizio Sociale dei Comuni della Carnia e Antonio Pasquariello dirigente del Comprensivo di Gemona. Particolarmente interessante l’esperienza della rete di scuola della montagna che verrà illustrata da Lia Zunino dell’istituto comprensivo di Sassello (Savona).

 

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