Referendum Fusione: Sì a Gemona, No a Montenars

Il Servizio elettorale della Regione comunica i risultati del Referendum regionale consultivo per la fusione dei Comuni di Gemona del Friuli e Montenars

Gemona del Friuli: Sì 2.679 voti (81,55%) No 606 voti (18,45%)

Montenars: Sì 113 voti (31,39%) No 247 voti (68,61%)

Totale Sì 2.792 (76,60%) No 853 (23,40%)

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I PRIMI COMMENTI

Così ha commentato il sindaco di Gemona Paolo Urbani: “Il risultato del voto a Gemona è in linea con le aspettative, il consiglio comunale ha saputo spiegare le opportunità della fusione; la gente, facendo una scelta per il futuro, ha votato di conseguenza. Ora spetta alla Regione decidere se avallare o meno il voto dei cittadini. È fuori dubbio che il risultato di Montenars non può essere trascurato”.

Così ha commentato il sindaco di Montenars Claudio Sandruvi: “Non pensavo a un numero di contrari così elevato anche se avevo intuito che il venir meno del nome poteva essere interpretato negativamente”.

COSA SUCCEDE ORA

Secondi quanto previsto dalla normativa regionale per la validità del referendum consultivo non è richiesto alcun quorum di partecipazione. Pertanto, il referendum è valido indipendentemente dal numero di elettori che si recano

Preparativi in un seggio per il referundum sulle Trivelle a Roma, 16 aprile 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ai seggi per esprimere il loro voto. La legge prevede che il quesito del referendum è approvato quando la risposta affermativa (il SÌ alla fusione) raggiunge la maggioranza dei voti validi espressi. Pertanto, per valutare l’esito del referendum, gli elettori dei comuni che intendono fondersi vengono considerati complessivamente.

Tuttavia, nel caso in cui il consiglio comunale di uno dei comuni coinvolti nella fusione abbia espresso parere contrario alla fusione, per l’approvazione del quesito occorre anche che in quel comune la risposta affermativa raggiunga la maggioranza dei voti validi espressi. In caso di esito positivo del referendum nei termini sopra descritti, entro 60 giorni dalla proclamazione dei risultati del referendum, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale il disegno di legge concernente l’istituzione del nuovo Comune.

La legge prevede che l’esito negativo del referendum non preclude l’esercizio dell’iniziativa legislativa della Giunta regionale e degli altri soggetti legittimati. Ciò significa che quest’ultima potrebbe essere portata avanti anche in caso di esito negativo del referendum. La decisione passerà quindi in questo caso al Consiglio regionale, che deciderà se approvare o meno la proposta di legge che dispone la fusione dei comuni. In sostanza, il referendum ha natura meramente consultiva; l’esito dello stesso non vincola giuridicamente il legislatore regionale ma lo indirizza nella scelta politica che lo stesso dovrà assumere approvando o meno la legge che dispone la fusione dei comuni.

GLI ALTRI RISULTATI DELLA DOMENICA

Il Servizio elettorale della Regione comunica i risultati del Referendum regionale consultivo per la fusione dei Comuni di Manzano e di San Giovanni al Natisone.

Manzano: Sì 982 voti (40,28%) No 1.456 voti (59,72%)

San Giovanni al Natisone: Sì 729 voti (30,64%) No 1.650 voti (69,36%)

Totale Sì 1.711 (35,52%) No 3.106 (64,48%)

I BALLOTTAGGI

Fabio Marchetti, sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale, Viviamo Codroipo per il centro destra è stato confermato sindaco di Codroipo, con 4.179 voti (54,17%). Al ballottaggio ha superato Alberto Soramel, sostenuto da Partito democratico, Altre prospettive, Fare comunità, Progetto Codroipo – civica Soramel sindaco, che ha ricevuto 3.535 voti (45,83%)

Anna Maria Cisint, sostenuta da Forza Italia, Cisint sindaco – Monfalcone sei tu, Lega Nord, Pensionati per Cisint, Monfalcone responsabilmente con i fatti, La Fenice è stata eletta sindaco di Monfalcone, con 6.642 voti (62,49%)  Al ballottaggio ha superato Silvia Altran, sostenuta da Partito democratico, la sinistra per Monfalcone, Responsabilmente per Monfalcone, La nostra città che ha ricevuto 3.897 voti (37,51%)

 

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3 pensieri riguardo “Referendum Fusione: Sì a Gemona, No a Montenars

  • 7 Novembre 2016 in 8:57
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    Non occorreva fare il referendum si sapeva già che Gemona era per il si e Montenars per il no. E’ come chiedere a Tolmezzo di fare un comune unico accorpando tutti i comuni della Carnia. Tolmezzo il 90% direbbe SI tutti gli altri comuni il 22 % direbbe NO. Si commenterebbe: quelli del SI sono il nuovo, quelli del NO sono i retrogradi. Andiamo avanti così.

  • 7 Novembre 2016 in 9:27
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    Ora credo che la decisione debba tornare ai conigli comunali di Gemona e Montenars. E CREDO CHE SNDRUVI debba valutare se rappresenta ancora i cittadini di Montenars. ANCHE IL SINDACO DI GEMONA non deve scaricare le scelte sulla regione, ma capire che una fusione forzata è contro la democrazia. Ambedue i sindaci dovrebbero rivedere le loro posizioni inerenti all’ UTI che forse è la soluzione migliore per tutto il territorio Gemonese.

  • 7 Novembre 2016 in 14:11
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    Una bastardata creata ad arte a favore del sindaco di Gemona per potersi ripresentare alle prossime elezioni, altro che per il bene di Montenars.
    Questo Referendum, con la somma dei SI/NO tra due comuni con numero dei votanti sproporzionato per uno dei due è una PORCATA GALATTICA tipica di questa Itaglietta

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