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Lisa Vittozzi torna in gara dopo le 4 medaglie ai Mondiali di biathlon

di BRUNO TAVOSANIS

Dopo dieci giorni di pausa seguita alla rassegna iridata di Nove Mesto, riparte il circuito di Coppa del mondo di biathlon, con la tappa a Oslo, prima della trasferta nordamericana per gli appuntamenti conclusivi della stagione a Soldier Hollow (Usa) e Canmore (Can). Si comincia sulla nota collina di Holmenkollen, dove oggi si sarebbe dovuta disputare l’individuale femminile, rinviata però a domani (ore 12.30) a causa di una bufera con neve e vento. C’è ovviamente grande attesa per il ritorno in gara di Lisa Vittozzi dopo le 4 medaglie olimpiche.
La classifica generale femminile a sette gare dalla conclusione vede i giochi apertissimi, con Ingrid Tandrevold al comando con 719 punti davanti a Justine Braisaz-Bouchet con 689, Vittozzi con 671 e Julia Simon con 662. L’individuale che aprirà il programma di Oslo assegnerà invece la coppa di specialità, nella quale Haecki deve amministrare due punti di vantaggio (117 contro 115) su Vittozzi, con Voigt (110) e Preuss (109) pronte al colpaccio.
Lisa ha raggiunto la Norvegia lunedì, dopo una settimana esatta trascorsa a casa.
«I primi giorni sono stati duri, c’erano moltissimi giornalisti che volevano intervistarmi, perciò ho fatto un po fatica a staccare la spina – ci racconta la ventinovenne di Sappada -. Poi però sono riuscita a ritagliare del tempo per me».
In questo periodo ti sei allenata come avevi stabilito?
«Quando c’è una settimana libera da impegni agonistici, devi cercare sì di allenarti, ma anche di riposare. Io ho fatto entrambe le cose e devo dire che al momento sto bene. L’intoppo influenzale che temevo per fortuna non c’è stato».
Credi di aver mantenuto la stessa condizione di Nove Mesto?
«Me lo auguro, lo capirò solo in pista».
La prima gara post Mondiale è subito decisiva per l’assegnazione della coppa di specialità: preferivi un ritorno più soft, magari con una staffetta?
«No, sono contenta di ricominciare subito con l’Individuale, così entro subito bene nel terzo periodo di gare».
Sempre a proposito dell’Individuale, c’è un’avversaria che ti preoccupa particolarmente, fermo restando che, da campionessa del mondo, la più temuta dalle altre sei proprio tu?
«Non guardo le altre, il biathlon che faccio oggi è solo contro me stessa, con l’obiettivo di capire quanto posso alzare l’asticella».
A Holmenkollen non hai ottenuto grandi risultati in carriera, lo dimostra l’unico podio, conquistato 7 anni fa in staffetta: solo un caso?
«È vero, qui non ho mai performato al mio livello, un po’ perché Oslo è sempre stata l’ultima tappa della stagione e quindi è faticoso gareggiare, un po’ perché qui non ho mai sparato particolarmente bene».
Sette gare alla conclusione della Coppa: per la classifica generale credi si deciderà tutto con la mass start conclusiva a Canmore?
«A dire la verità non lo so, perché il biathlon è un’incognita. Di certo darò il mio massimo per concludere al meglio questa stagione».