Le applicazioni tecnologiche nello sport e nelle attività motorie, a Gemona una scuola estiva europea
Una scuola estiva europea dedicata alle più innovative applicazioni tecnologiche nelle scienze motorie, nello sport e nell’analisi del movimento umano. La organizza il Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine dal 29 giugno al 3 luglio nella sede di Gemona del Friuli (piazzale Simonetti 2). Parteciperanno 25 studenti e dieci docenti delle università di Craiova (Romania) Banja Luka (Bosnia ed Herzegovina), Clermont Auvergne (Francia), Lubiana (Slovenia) e dell’Ateneo friulano. Il percorso formativo prevede attività pratiche e approfondimenti sui temi della biomeccanica, della fisiologia dell’esercizio, dell’analisi della performance sportiva, delle tecnologie Gps e dell’elettromiografia. La scuola, intitolata “Technology in sport and human movement”, rientra nelle attività del progetto europeo Across di cui l’Ateneo friulano è tra i fondatori. Il coordinamento scientifico è curato da Stefano Lazzer, Enrico Rejc e Teresa Gagliano.
I lavori si apriranno con i saluti del prorettore Giorgio Alberti, del sindaco Roberto Revelant e della delegata dipartimentale all’internazionalizzazione Teresa Gagliano.
«L’evento – sottolinea il delegato dell’ateneo allo sport, Enrico Rejc – rappresenta una significativa occasione di internazionalizzazione per l’Università di Udine e, in particolare, per la sede di Gemona, che per una settimana diventerà punto di incontro di una rete accademica europea. Si tratta inoltre, con ogni probabilità, del primo evento Erasmus+ di questa dimensione ospitato presso la sede gemonese, confermandone il potenziale come luogo di formazione, innovazione e cooperazione internazionale».
Per Stefano Lazzer e Teresa Gagliano «l’iniziativa assume un significato ancora più rilevante nell’anno del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. Accogliere studenti e docenti provenienti da diversi Paesi europei significa infatti offrire una vetrina internazionale a Gemona del Friuli, simbolo della rinascita del territorio e sede universitaria che rappresenta uno dei frutti più significativi del percorso di sviluppo culturale e sociale avviato dopo il sisma del 1976».
