CarniaPrimo pianoTerritorio

La Madonna dell’Amariana resiste alle fiamme: intatta nel cuore della montagna bruciata

Tutt’attorno il terreno è nero, segnato dal passaggio delle fiamme. Al centro, sulla sua nuova struttura metallica, la Madonna del Monte Amariana è ancora lì, intatta, a vegliare sulla Carnia. La fotografia scattata in quota nelle ultime ore è una delle immagini più forti lasciate dal vasto incendio che per giorni ha avvolto l’Amariana e l’Amarianute, mettendo a dura prova uomini, mezzi e comunità.

Il fuoco è arrivato fin quasi alla vetta e ha bruciato la vegetazione a pochi passi dal basamento. La statua, però, ha resistito. Un valore simbolico enorme per Tolmezzo, Amaro e per tutta la Carnia, che da quasi settant’anni guarda alla Madonna dell’Amariana come a uno dei propri riferimenti più riconoscibili.

E la storia assume un significato ancora più particolare pensando che la Madonna era tornata sulla cima soltanto poche settimane prima dell’incendio, al termine di un lungo intervento iniziato nell’inverno scorso.

Era il 9 dicembre 2025 quando il Cai di Tolmezzo aveva disposto la temporanea rimozione della statua dalla vetta. L’intervento, realizzato con il supporto di un elicottero di Elifriulia, si era reso necessario per consentire un restauro conservativo dell’effigie e soprattutto per sostituire la struttura metallica che la sosteneva, gravemente corrosa alla base dopo decenni di esposizione a neve, ghiaccio, vento e fulmini. Il carico prelevato dalla cima, tra statua e supporto, raggiungeva complessivamente circa 430 chilogrammi.

Dopo il restauro, il primo grande abbraccio della comunità era arrivato il 1° gennaio, quando la Madonna era stata accolta nel Duomo di Tolmezzo al termine della Messa della Maternità di Maria. L’intervento era stato sostenuto anche attraverso una raccolta fondi promossa dalla famiglia di Natalino Tassotti, in sua memoria, e aveva previsto, oltre al recupero della statua, il rifacimento del sostegno e del sistema parafulmine.

Nei mesi successivi la “Madre della Carnia” era rimasta tra la sua gente, prima del viaggio verso casa. Il 5 giugno Tolmezzo e Amaro l’avevano salutata con una giornata di preghiera e partecipazione: dai Salesiani di Tolmezzo la statua era stata accompagnata in corteo fino alla chiesetta di Sant’Antonio e quindi trasferita verso Amaro.

Il ritorno definitivo a quasi 1.900 metri di quota era avvenuto sabato 27 giugno, con il riposizionamento della statua restaurata sulla cima dell’Amariana. Una giornata che aveva richiamato numerose persone in vetta.

Nemmeno due mesi dopo, l’Amariana si è trasformata nel cuore di una delle più difficili emergenze incendi degli ultimi anni in Carnia. Giorni di fiamme, fumo, voli di elicotteri e Canadair, evacuazioni e un enorme dispiegamento di soccorritori hanno cambiato il volto della montagna.

Ora, mentre l’emergenza lentamente lascia spazio alla conta dei danni e alle prime immagini delle superfici percorse dal fuoco, dalla cima arriva questa fotografia: il suolo annerito, le rocce bruciate, e in mezzo la Madonna appena restaurata e ricollocata.

Un’immagine destinata probabilmente a restare nella memoria di questa estate.