Cefap, cinquant’anni di formazione: tra i percorsi crescono anche le attività a Paluzza
Il Cefap ha celebrato i suoi cinquant’anni di attività all’Auditorium comunale di Codroipo, con una mattinata dedicata al ruolo della formazione agricola, agroalimentare e forestale nello sviluppo del Friuli Venezia Giulia.
Alle celebrazioni per il 50° anniversario di fondazione del Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente sono intervenuti, tra gli altri, gli assessori regionali alla Formazione, Alessia Rosolen, e alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.
La ricorrenza è stata l’occasione per ripercorrere la storia del Centro e il suo contributo alla crescita delle competenze nei comparti agricolo, agroalimentare e forestale, settori oggi attraversati da profondi cambiamenti legati all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale e alla transizione ecologica.
La celebrazione è stata aperta dal presidente del Cefap, Sergio Vello, che ha ricordato anche la figura di Sandro Baldo, storico presidente del Centro per 26 anni, recentemente scomparso. Sono seguiti gli interventi di Walter Tomada sulla storia dell’agricoltura e della formazione in Friuli Venezia Giulia e di Adriano Del Fabro, che ha presentato il volume celebrativo dedicato ai cinquant’anni del Cefap.
Sono intervenuti anche i sindaci di Codroipo, Guido Nardini, e di Paluzza, Luca Scrignaro.
Nel corso della mattinata è stato sottolineato il valore di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, sistema formativo, ricerca e imprese. Un metodo che, secondo la Regione, consente di intercettare e anticipare i fabbisogni professionali del territorio, offrendo percorsi sempre più aderenti alle esigenze reali delle aziende e degli operatori.
Negli ultimi anni, il Cefap ha aggiornato la propria offerta formativa, costruendo rapporti con imprese, cluster e reti territoriali. In questo quadro si inseriscono anche le attività sviluppate a Paluzza e il catalogo formativo collegato all’attuale Complemento per lo sviluppo rurale.
Particolare attenzione è stata riservata al tema della formazione lungo tutto l’arco della vita, considerata strategica sia per la crescita delle persone sia per la competitività del sistema regionale. Nei comparti agricolo, agroalimentare e forestale, questo impegno assume un valore ulteriore per il mantenimento delle attività, delle radici, della cultura e dell’ambiente, oltre che per le prospettive delle aree montane.
Le dichiarazioni
“La Regione considera la formazione una leva strategica per lo sviluppo del territorio e la costruisce in stretto raccordo con il sistema produttivo, per intercettare e anticipare i fabbisogni professionali. I cinquant’anni del Cefap testimoniano il valore di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, formazione, ricerca e imprese, particolarmente importante in settori in profonda evoluzione come l’agricoltura, l’agroalimentare e il comparto forestale”, hanno affermato gli assessori regionali Alessia Rosolen e Stefano Zannier.
“Negli ultimi anni – ha sottolineato Rosolen – la Regione ha profondamente rafforzato il sistema della formazione, superando una visione che teneva la formazione professionale separata dagli altri percorsi. Abbiamo costruito filiere che mettono in relazione enti di formazione, istituti tecnici e professionali, Ifts, Its Academy, università, ricerca e imprese. Una struttura che offre ai giovani percorsi sempre più articolati e risponde alle professionalità richieste dal territorio”.
“In questo processo – ha proseguito l’assessore – il Cefap ha saputo leggere l’evoluzione del Friuli Venezia Giulia e aggiornare costantemente la propria offerta, costruendo collaborazioni con imprese, cluster e reti. Agricoltura e agroalimentare sono oggi attraversati dall’innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione, dall’intelligenza artificiale e dalla transizione ecologica: cambiamenti che richiedono nuove competenze e una formazione in grado sempre più di anticipare l’evoluzione del lavoro”.
Rosolen ha quindi richiamato l’impegno finanziario della Regione. “Il 75 per cento delle risorse europee del Fondo sociale europeo, pari a 280 milioni di euro, è destinato alla formazione lungo tutto l’arco della vita. È un investimento che riguarda le persone e insieme la competitività del sistema regionale. Nei settori agricolo, agroalimentare e forestale assume inoltre un valore particolare per il mantenimento delle attività, delle radici, della cultura e dell’ambiente e per le prospettive delle aree montane”.
“Il lavoro della Regione – ha evidenziato Zannier – parte dall’individuazione delle esigenze reali delle imprese e degli operatori. La Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche partecipa alla costruzione dei percorsi formativi proprio perché le competenze devono evolvere insieme ai settori ai quali sono destinate. La collaborazione tra le diverse competenze regionali, gli enti di formazione e il mondo produttivo è quindi essenziale per offrire strumenti realmente rispondenti alle necessità del territorio”.
“L’agricoltura e il settore forestale – ha aggiunto l’assessore – hanno dinamiche sempre più complesse e richiedono un aggiornamento continuo. Nelle aziende di dimensioni minori, inoltre, la figura dell’imprenditore spesso coincide con quella dell’operatore. Per questo occorrono professionalità specifiche e un confronto costante con il sistema produttivo, che spesso intercetta le nuove esigenze prima ancora che diventino pienamente evidenti alle istituzioni”.
Per Zannier, “la specializzazione deve inserirsi in una visione complessiva. Ciascun soggetto deve svolgere il proprio compito mettendo a disposizione competenze precise, raccordandosi con gli altri. È il metodo che consente alla Regione di evitare interventi separati dal contesto e di accompagnare in modo coerente l’evoluzione dei comparti agricolo e forestale”.
L’assessore ha infine rivolto un ringraziamento agli studenti presenti alla celebrazione. “Sono i giovani che scelgono questi percorsi a dare prospettiva al sistema. Il lavoro agricolo e forestale richiede preparazione e professionalità e deve essere riconosciuto per il valore che produce per l’intera comunità”.


