La Carnia piange il liutaio Giuseppe Rossitti

Si è spento ieri all’età di 83 anni Giuseppe Rossitti, liutaio di fame nazionale e internazionale. Nativo di Trava di Lauco ha vissuto a Tolmezzo lavorando assieme ai fratelli nella ditta di famiglia, la “Fratelli Rossitti” e occupandosi del restauro della costruzione di mobili in legno massiccio su misura. Alla fine degli anni Settanta, per dare una svolta al senso di vuoto lasciato dal tremendo terremoto del 1976, Giuseppe sentì la necessità di dare una nuova impronta alla sua attività di falegname. Un giorno, si trova casualmente tra le mani il violino di un amico musicista e subito si entusiasma all’idea di mettere alla prova le sue doti di intagliatore provando a costruirne uno lui stesso. Da quell’istante in poi la carriera lo portò a migliorarsi e perfezionarsi, trasmettendo la passione anche al figlio Gilberto, non solo per la realizzazione degli strumenti ma anche per il loro utilizzo.

Diversi i premi e riconoscimenti ottenuti negli anni a livello italiano, e poi i progetti portati avanti per la riscoperta del territorio, interessandosi in particolare alla musica popolare della Val Resia, ovvero la “zìttera” e la “bùnkola”, equivalenti del violino e violoncello. I violini di Giuseppe rimarranno a disposizione dei cultori e degli appassionati nella sua bottega di Tolmezzo, dove il figlio continuerà sicuramente a raccontare la passione del padre, in un percorso guida che parte dalla stagionatura dell’abete di risonanza fino all’ascolto e alla prova dei suoi strumenti.

I funerali si terranno domenica alle ore 14.30 nella chiesa di Trava di Lauco.

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