Il film “Gagarine” conclude a Tolmezzo il “Tempo del Creato”

La favola metropolitana “Gagarine – Proteggi ciò che ami”, ambientata in una “banlieue” parigina e forte di una calorosissima accoglienza al “Festival di Cannes” del 2020, venerdì 7 ottobre, sarà al centro dell’evento conclusivo del “Tempo del Creato”. Il film pluripremiato dei registi francesi Fanny Liatard e Jérémy Trouilh sarà proiettato al “Nuovo Cinema David” di Tolmezzo, alle ore 20.30 (con biglietto unico ridotto).
La serata è organizzata dai volontari della Sala cinematografica parrocchiale, in collaborazione con l’Arciconfraternita dello Spirito Santo “Pieres Vives” di San Pietro in Carnia, la Pieve Arcidiaconale di Tolmezzo, “Fridays for Future” e “Beni collettivi” Carnia e con il supporto dei tre organismi dell’Arcidiocesi di Udine – Caritas, Centro missionario e Servizio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e le sette – che si occupano di promuovere il tempo speciale che, ogni anno, fra il 1° settembre, “Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato”, e la festa di San Francesco d’Assisi, i Cristiani dedicano alla preghiera e alla riflessione sulla cura della Casa comune e sulla necessità di nuovi stili di vita e di nuovi modelli economici atti a scongiurare la “catastrofe ecologica”.

Il film che sarà proposto venerdì 7, narrando la resistenza di Youri, Diana e Houssam e la missione da loro intrapresa per scongiurare la demolizione del vasto complesso di alloggi popolari di Cité Gagarine, rappresenta in modo plastico ed emotivamente avvincente il principio dell’interconnessione fra tutte le cose, che sta al centro della riflessione ecologica proposta da Papa Francesco, nell’enciclica “Laudato si’”, e che è alla base del concetto stesso di “Ecologia integrale”.
“Gagarine – Proteggi ciò che ami” sottolinea pure il valore e le potenzialità di Comunità umane, multietniche e solidali e di “leader” capaci di avere radici ben salde nella loro realtà quotidiana, ma anche la testa tra le stelle: non a caso, il protagonista soffre di vertigini, ma sogna di volare nello spazio.

L’intera vicenda può essere interpretata anche come una parabola dell’“Economia circolare”, ove tutto viene riciclato e recuperato e dove, alla distruzione programmata, si contrappone la determinazione a irrigare, produrre, raccogliere e offrire i frutti di acqua, aria e terra.
«Youri è un eroe tragico moderno che cerca di mantenere vivo in ogni modo il suo mondo – afferma la recensione curata dall’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana –. Un mondo che chiede aiuto e ci lancia un grande Sos. Ma non è tutto perduto quel che si può trasformare. La vita penetra nonostante tutto e fuoriesce in quel palazzone dove gli addetti alla demolizione con indosso le tute protettive camminano simili a tanti astronauti».
In Carnia, il “Tempo del Creato” 2022 era stato inaugurato il 1° settembre, a Ravascletto, dalla “Meditazione in musica sul Messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato”, a cura dell’organista aquilana Maria Grazia De Paulis (originaria della Valcalda per parte di madre), della cantante romana Stefania Matalone e della giovanissima cantante pisana Teresa Spillantini.
Da quel “Messaggio”, secondo i promotori della serata di Tolmezzo, ripartirà anche l’impegno per le prossime settimane e in vista delle prossime decisive scadenze internazionali. «Il vertice COP27 sul clima, che si terrà in Egitto a novembre 2022 – scrive Papa Francesco –, rappresenta la prossima opportunità per favorire tutti insieme una efficace attuazione dell’Accordo di Parigi… Raggiungere l’obiettivo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C è alquanto impegnativo e richiede la responsabile collaborazione tra tutte le nazioni a presentare piani climatici, o Contributi Determinati a livello nazionale, più ambiziosi, per ridurre a zero le emissioni nette di gas serra il più urgentemente possibile. Si tratta di “convertire” i modelli di consumo e di produzione, nonché gli stili di vita, in una direzione più rispettosa nei confronti del Creato e dello sviluppo umano integrale di tutti i popoli presenti e futuri, uno sviluppo fondato sulla responsabilità, sulla prudenza/precauzione, sulla solidarietà e sull’attenzione ai poveri e alle generazioni future».