Il dott. Mos: «Sul percorso salute di Gemona Zalukar non sa di cosa parla»

In riferimento alle dichiarazioni del consigliere regionale Walter Zalukar successive all’inaugurazione dell’ambulatorio per la prescrizione dell’esercizio fisico di Gemona, proponiamo la replica del coordinatore dell’ambulatorio stesso, il dottor Lucio Mos.


E’ risaputo che la prevenzione cardiovascolare in Italia è difficile da gestire e spesso i medici sono i primi a creare difficoltà. Si confonde quella che è prevenzione cardiovascolare con educazione sanitaria da quella che è stata definita propaganda igienica. 

Leggere da parte del consigliere Zalucar, un medico che ricopre una posizione politica di rilievo, che “il percorso di salute di Gemona è una beffa” e si tratta di “una strada campestre… con un po’ di attrezzi ginnici sistemati in due piazzole”,  molto fastidio e dimostra una colossale ignoranza. 

Il fatto che queste frasi siano dette da un “medico” è molto triste e ci dice quanto siamo lontani da un’educazione dei sanitari alla prevenzione. E’ come dire che una terapia intensiva è una stanza con dei televisori e delle pompe appese con dei compressori. Scienza ed etica sono un’altra cosa. I medici devono seguire le linee Guida e le linee guida dicono che l’attività fisica è in classe 1°A. Significa che non c’è discussione che debba essere fatta, e aggiungo debba essere fatta bene. Nei paesi nordici, e da poco anche in Italia, sono nati “gli ambulatori per la prescrizione esercizio fisico”; a Gemona in questi anni abbiamo contribuito alla realizzazione di quello che è il centro regionale di riferimento per quest’attività. Per primi in Italia abbiamo pensato che anche i pazienti con gravi patologie croniche possono trarre maggior giovamento all’aperto. Tutto il gruppo, con l’appoggio dell’ufficio tecnico, è particolarmente orgoglioso del risultato raggiunto e soprattutto per l’alta qualità.

Senza sapere di cosa parla, il consigliere Zalukar spiega “che questa attività riabilitativa avviene tramite cardiofrequenzimetri”. Il centro istituito non è una riabilitazione. ma un ambulatorio per la prevenzione esercizio fisico, d’indubbia utilità, e rappresenta un modo nuovo di affrontare la cronicità guardando anche alla qualità della vita.  Se sia gradito ai cittadini si può chiedere a chi ha fatto più di 3000 accessi presso il centro. Certo, a Gemona è in programma l’istituzione di una riabilitazione di alto livello e il percorso potrà essere utilizzato anche a questo scopo, facilitando il reinserimento dei pazienti nella vita normale. 

Per la sua affermazione su “cosa serve ai cittadini”, io parlo da tecnico: in medicina esiste l’appropriatezza, l’evidence based medicine con le sue linee guida, il rispetto dei volumi di attività per garantire la qualità della prestazione per quella determinata patologia. Tutto il resto sono chiacchere da osteria, fake news, chiacchere che, fatte da un medico, creano illusioni che non hanno senso di esistere. 

Sono stato io, con tutto il gruppo, a insistere perché il vicepresidente e assessore alla Sanità Riccardi fosse presente, oltre alle autorità locali, all’inaugurazione, perché l’assessorato, con uno stanziamento finalizzato, questa volta ha capito l’importanza della prevenzione e ci ha appoggiato con i suoi uffici. E con tutto il gruppo siamo orgogliosi di averlo fatto.

Non è compito mio entrare nelle diatribe politiche, ma criticare da uno scranno del Consiglio regionale cose che non si conoscono è facile ma, certamente, come minimo è inopportuno e, in ogni caso, non è etico rispetto ai sanitari che hanno lavorato tanto. Nel mondo scientifico si può non concordare su qualcosa. ma non si fa una piazzata sul web, bensì si scrive un articolo su un giornale scientifico o si fa un intervento a un congresso. Poi vale sempre il vecchio detto, “quant che no si sa si tas, che si fas plui biele figure”.

dott. LUCIO MOS

(nella foto il dott. Mos con l’assessore regionale Riccardi)