Giulio Simonetti: «La corsa in montagna mi ha cambiato la vita»

di BRUNO TAVOSANIS

«Quante vittorie ho ottenuto quest’anno? Sinceramente non lo so, direi una decina».
Giulio Simonetti può permettersi il lusso di non ricordare il numero esatto di successi conquistati nel 2022 nelle gare di corsa in montagna disputate in regione. Chiaro segnale che l’annata è stata positiva, «una delle migliori in carriera», conferma il trentunenne originario di Moggio Udinese.
«La passione per la corsa è iniziata nel 2001 per merito di Gino Pugnetti, sfruttando la vicinanza del suo orto con quello di mia nonna – sorride Simonetti -. Nei primi anni non andavo al di là di metà classifica, poi però nel periodo delle scuole superiori sono riuscito a mantenere una certa costanza negli allenamenti e i risultati sono arrivati. Fino al 2012 ho fatto solo pista, essendo considerata la base di tutto. Poi però per vari motivi, fisici e lavorativi, mi sono fermato per qualche mese e una volta ripartito mi sono dedicato a ciò che amo di più, ovvero la corsa in montagna».
Una passione forte, vera: «E che ogni anno aumenta sempre più – interviene -. Da bambino ero stato spinto dalla famiglia a praticare l’atletica e ora devo dire grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto e incitato, perché questo sport è una parte molto importante della mia vita, oltre ad avermi cambiato in meglio».
L’allenamento è ovviamente un fattore fondamentale e da qualche anno Simonetti ha dovuto effettuare qualche modifica, essendosi spostato a Ugovizza: «Mi alleno un’ora al giorno, ma in inverno, con la neve, non è semplice, tanto che ho rinunciato alle campestri. Così mi sposto sullo sci di fondo o sullo sci alpinismo, senza gareggiare. In ogni caso è chiaro che in questo periodo dell’anno la forma si perde e ci vuole un po’ per riprendere il ritmo».
Sullo stato di salute della corsa in montagna, il moggese dice: «Un calo di praticanti negli ultimi anni c’è stato, non so però se possa essere legato al Covid, anche perché dopo il lockdown c’era stato un boom: tanti volevano riprendere a correre o a organizzare. Sicuramente ora c’è meno partecipazione alle gare, ma è anche vero che sono aumentate di numero e non si può essere presenti a tutte».
Simonetti è tesserato Fidal con la Gemonatletica, mentre nel Csi veste i colori dell’Atletica Moggese. La spiegazione è semplice: «Un modo per ringraziare la società di Moggio per quanto mi ha dato. Peraltro le due società sono comunque unite, essendo la Gemonatletica l’approdo naturale una volta conclusa l’esperienza nei cadetti».
Nella corsa in montagna ci sono varie categorie, veterani ultrasettantenni compresi: «Che ammiro moltissimo – conclude Simonetti -. Spero di riuscire a correre e gareggiare anch’io per tutta la vita, perché per me è una questione di salute, fisica e mentale».