Ex caserma Meloni di Tarvisio, per Legambiente le parole di Mazzolini sono «inaccettabili e offensive»

«Troviamo inaccettabili e offensive, in primo luogo per la cultura e la civiltà della montagna, le parole utilizzate dal vicepresidente del Consiglio Regionale Stefano Mazzolini nei confronti dei richiedenti asilo pakistani, ospitati fino a qualche giorno fa a Tarvisio, presso la ex Caserma Meloni di Coccau, e trasferiti temporaneamente ad Udine, in attesa di chissà quale incerta nuova destinazione».

Lo dice Marco Lepre, presidente del circolo Legambiente della Carnia, Val Canale e Canal del Ferro.

«Mazzolini, manifestando la propria “grande soddisfazione” per il trasferimento di 33 extra-comunitari, due di essi hanno trovato nel frattempo lavoro in loco, ha parlato di “liberazione” per la cittadina della Val Canale e di una “grande battaglia vinta” – prosegue Lepre –. Si possono usare queste espressioni riferendosi alle zecche, o alle cimici che infestano le campagne, ma non certo a delle persone, a meno che non si voglia paragonare questa vicenda a quello che contribuirono a fare eroicamente i montanari del secolo scorso, combattendo i nazisti ed i fascisti, ma non ci sembra proprio questo il caso».

«Le parole dell’esponente leghista, prive di qualsiasi umanità, sono oltretutto inopportune, considerando la disponibilità dimostrata dai richiedenti asilo, a differenza di molti tarvisiani, ad aderire alla giornata di pulizie attorno ai Laghi di Fusine, organizzata da Legambiente nell’ottobre scorso (nella foto, ndr). Quell’iniziativa era la dimostrazione di come le comunità locali, aprendosi al confronto e alla collaborazione, possono proporre attività e trarre un vantaggio dalla presenza dei rifugiati. Invece ai pakistani nessuno, se non la nostra associazione, ha detto grazie per il loro impegno», conclude Lepre.