Carniarmonie 2026 debutta a Moggio con il Trio Smetana, Georgios Balatsinos e la FVG Orchestra
La trentacinquesima edizione di Carniarmonie si apre nel segno dell’eccellenza internazionale e di un importante riconoscimento nazionale per il Friuli Venezia Giulia. Venerdì 3 luglio, alle ore 20.30, la suggestiva Abbazia di San Gallo a Moggio Udinese ospiterà il concerto inaugurale del festival, con protagonisti lo storico Trio Smetana, il direttore Georgios Balatsinos e la Fvg Orchestra, fresca del primo posto in Italia tra le orchestre territoriali nella graduatoria del Ministero della Cultura. Un debutto di particolare valore simbolico e artistico, che unisce il prestigio di una delle più autorevoli formazioni cameristiche europee alla maturità di una compagine sinfonica regionale oggi riconosciuta ai vertici nazionali. Accanto all’orchestra, il Trio Smetana porta a Moggio Udinese una tradizione quasi secolare. Fondato a Praga nel 1934, l’ensemble è oggi considerato tra i riferimenti più autorevoli della cameristica europea. La formazione composta da Markéta Janoušková al violino, Jan Páleníček al violoncello e Jitka Čechová al pianoforte rappresenta una sintesi rara di eleganza, profondità interpretativa e rigore stilistico, qualità che rendono la sua presenza uno degli elementi di maggior prestigio dell’apertura di Carniarmonie. A dirigere la Fvg Orchestra sarà Georgios Balatsinos, musicista di raffinata sensibilità, chiamato a guidare un programma che richiede equilibrio, respiro sinfonico e capacità di valorizzare tanto il dialogo cameristico quanto la pienezza orchestrale. La sua presenza sul podio contribuirà a dare compattezza e visione a una serata interamente attraversata dallo spirito del Romanticismo musicale.Il concerto si aprirà con l’Ouverture nello stile italiano in re maggiore D 590 di Franz Schubert, pagina brillante e teatrale che riflette il fascino della Vienna ottocentesca per Rossini e per il melodramma italiano. Al centro della serata il raro Gran Rondò op. 25 di Jan Václav Hugo Voríšek, per violino, violoncello, pianoforte e orchestra: una partitura preziosa, nella quale il virtuosismo del trio incontra il colore orchestrale in un dialogo di eleganza classica e sensibilità romantica. A chiudere il programma sarà la Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 “Scozzese” di Felix Mendelssohn Bartholdy, una delle pagine più evocative del repertorio ottocentesco. Ispirata dalle suggestioni di viaggio e dai paesaggi del Nord, la sinfonia trasforma atmosfere, memorie e visioni in un grande affresco orchestrale, sospeso tra slancio drammatico, poesia e limpidezza formale. Tutte le informazioni sull’intero programma, che conta ben 43 concerti fino a settembre, sul sito carniarmonie.it e le pagine social del festival.
(nella foto il Trio Smetana)
