Arrestati due passeur tunisini vicino alla stazione ferroviaria di Udine

Verso le ore 2 di lunedì 24 gennaio, una Volante della Questura di Udine, durante l’ordinario servizio di controllo del territorio, notava un’autovettura con targa austriaca ferma sul ciglio di viale Europa Unita, dai cui sedili posteriori scendevano due uomini, lasciando altri due seduti davanti. Immediatamente gli agenti riuscivano a fermare sia i primi, due cittadini egiziani privi di documenti e che riferivano di esser appena entrati in Italia dall’Austria in cerca di occupazione, che i secondi, due fratelli tunisini, uno dei quali, il conducente, residente a Vienna, l’altro residente in Lombardia.

Con l’ausilio di un’altra Volante, i quattro venivano condotti in Questura per procedere all’identificazione e chiarire quello che da subito appariva come un ingresso clandestino nel territorio nazionale, favorito dai due fratelli tunisini.

Gli accertamenti esperiti evidenziavano che i due cittadini egiziani, clandestini, erano stati fotosegnalati dalle autorità austriache il sabato precedente e di certo si trovavano ancora nei pressi di Vienna la sera di domenica 23 gennaio, quando compravano dei viveri in un esercizio commerciale il cui scontrino era ancora nelle tasche di uno dei due; all’interno dell’auto poi, oltre ad indumenti ed effetti personali dei trasportati, gli agenti rinvenivano due coppie di targhe, austriaca e belga, probabilmente usate dal conducente durante gli illeciti trasporti. I due fratelli tunisini, che non hanno dato alcuna spiegazione circa la loro presenza in città in compagnia degli altri due stranieri, venivano quindi tratti in arresto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed associati presso la locale casa circondariale. I due clandestini, che avevano dichiarato di esser entrati in Italia per cercare lavoro, non avendo alcun titolo di soggiorno venivano espulsi. Venivano poi sottoposti a sequestro l’autovettura utilizzata e la somma di 865 euro rinvenuta addosso ai fratelli passeur, probabile provento del “passaggio” offerto, nonché scontrini e telefoni utili al il prosieguo delle indagini.

Nella giornata di ieri, convalidati gli arresti, sussistendo il pericolo di reiterazione del reato, il GIP del Tribunale di Udine disponeva per l’arrestato residente in Austria la misura della custodia cautelare in carcere, per il fratello residente in Italia quella degli arresti domiciliari.