Accesso alla malghe e viabilità montana in primo piano in Consiglio Regionale

Quale la strategia relativa alla manutenzione della viabilità di accesso alle malghe, ai rifugi alpini e alla viabilità montana di competenza della Regione. E’ ciò su cui è stata invitata a parlare la Giunta in audizione in II Commissione consiliare, allargata ai consiglieri della IV.

Il presidente Alberto Budai (Lega) ha dato quindi la parola all’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che ha subito affermato come la manutenzione e relativa gestione siano due elementi determinanti della viabilità, che interessano ogni anno dai 600 ai 700 chilometri di strade montane. La viabilità montana è di oltre 3.500 km, 165 dei quali permettono l’accesso a malghe pubbliche e le cui competenze ricadono su più enti, non solo sull’amministrazione regionale.

Le problematiche legate alla percorribilità di queste arterie – ha spiegato Zannier – sono più d’una e vanno dagli aspetti forestali alla sicurezza dell’accesso e della percorribilità, alle attività turistiche o malghive. Si tratta di un insieme di aspetti di cui tenere conto, quando si valutano le priorità degli interventi piuttosto che decidere se tali vie debbano restare di libero accesso oppure no.

Il deterioramento della viabilità – ha aggiunto l’assessore – non è legato solo a cause atmosferiche, seppure le si considerano le principali, ma anche a questioni di conformazione della viabilità stessa, si vedano i casi di strade con grande pendenza dove quindi la manutenzione è di notevole difficoltà.

Da parte della Regione è sentita la necessità di implementare la viabilità montana, e non solo quella legata all’accesso alle malghe. Ecco che ci sono 33 interventi per 72 Comuni coinvolti, di cui la Regione si sta occupando e che vanno oltre l’aspetto meramente boschivo. E si sta analizzando quali azioni mettere in atto di concerto con gli enti locali per finanziare le manutenzioni ordinarie. Perché la viabilità non va considerata solo qualcosa che brutalizza l’ambiente; poter accedere significa anche poter intervenire ad esempio quando c’è un incendio.

Da parte dell’assessore a Finanze e Patrimonio, Barbara Zilli, una rassicurazione: è intenzione della Giunta regionale, in primis del presidente Massimiliano Fedriga che è il titolare della relativa direzione, di coinvolgere gli Stati generali della montagna.

A seguire, il consigliere Giuseppe Sibau (Ar) ha commentato che i danni provocati dall’attività boschiva alla viabilità montana sono una vera preoccupazione, un serio danno che va affrontato e risolto.

E di discorso complessivo, che coinvolga anche il settore turistico e della protezione dell’ambiente, ha detto anche Cristian Sergo (M5S), che ha avvisato che la manutenzione non può essere demandata né ai singoli Comuni né ai singoli gestori delle malghe. Inoltre ha chiesto che la Giunta faccia una ricognizione dei capitoli di spesa per valutare al meglio come utilizzare i fondi in questo settore.

 “Senza una strategia e un ragionamento complessivo sul tema dell’accessibilità, la montagna rischia di restare indietro rispetto ad altri territori. La Giunta pare ignorare questo pericolo concreto, visto che continua ad andare avanti a tentoni e spot senza produrre alcun risultato utile”. A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Enzo Marsilio e Mariagrazia Santoro.

Santoro e Marsilio

In Commissione, fa sapere Marsilio, “abbiamo chiesto che la Giunta imposti un ragionamento complessivo sul tema dell’accessibilità della montagna, perché non si può proseguire a spot o annunci ma serve una strategia in cui calare le singole azioni. Non ha senso fare un’autostrada per andare a malga Pramosio e dall’altra parte avere tantissime situazioni in cui risulta difficile arrivare anche a piedi. O si ragiona nel complesso o si risolverà solo qualche problema puntuale e nulla di più”. 
Anche secondo Santoro “è necessario fare un ragionamento complessivo che abbracci non solo la viabilità per le malghe, ma anche le arterie stradali principali su cui sono in piedi progetti e finanziamenti importati, dalla variante di Rigolato alla riqualificazione della Ss52 bis e della mobilità ciclabile, che a causa dell’assenza dell’assessore Pizzimenti non abbiamo potuto approfondire”. 
“Ci chiediamo se la Giunta confermerà gli interventi già finanziati per Rigolato, per la statale Carnica, per il completamento della ciclovia Alpe Adria, inclusa la ramificazione che da Tolmezzo porta in Carnia, tutte risorse pronte a essere spese solamente se si confermeranno gli interventi già in programma”, ha aggiunto Santoro, che insieme a Marsilio chiede “una nuova convocazione delle Commissioni, vista l’assenza di Pizzimenti, per continuare il ragionamento in modo concreto e iniziare a dare risposta ai territori non solo attraverso i media”.

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