Ella Adaïewsky, la pioniera dell’etnomusicologia che scoprì la musica della Val Resia
Una donna, una pianista, una compositrice e soprattutto una ricercatrice capace di guardare alla musica popolare con un approccio che avrebbe anticipato di decenni la moderna etnomusicologia. Nel centenario della morte, la Val Resia torna a ricordare Ella von Schultz Adaïewsky, figura straordinaria della cultura musicale europea e protagonista, nell’autunno del 1883, di un viaggio destinato a lasciare un segno profondo nella storia degli studi sulle tradizioni musicali.
Nata a San Pietroburgo nel 1846 da una famiglia tedesco-baltica, Ella studiò nel neonato Conservatorio della capitale russa ed ebbe l’opportunità di entrare in contatto con numerosi protagonisti della scena musicale europea della seconda metà dell’Ottocento. Pianista raffinata e compositrice, si esibì più volte anche alla presenza dello zar Alessandro II.
Fu però il viaggio compiuto nel 1883 in Val Resia a segnare uno dei passaggi più significativi della sua attività di ricerca.
Ella raggiunse una valle allora remota delle Alpi Giulie per conoscere direttamente la cultura musicale della popolazione resiana, ascoltarne i canti, osservarne le danze e comprenderne le caratteristiche. Lo fece con un metodo che, per sensibilità e profondità, appare oggi sorprendentemente moderno.
In un’epoca nella quale l’etnomusicologia era ancora agli albori, Adaïewsky comprese infatti che la musica di una comunità non poteva essere considerata semplicemente una curiosità folkloristica da raccogliere e catalogare. Per comprenderla era necessario osservare il contesto umano e sociale nel quale veniva eseguita, le persone, i luoghi, le occasioni e il rapporto tra musica, danza e vita quotidiana.
Da quell’esperienza nacque un vasto lavoro di ricerca, ricco di osservazioni, trascrizioni e descrizioni, che per ragioni non completamente conosciute non venne pubblicato all’epoca.
Per molto tempo anche la figura della stessa Adaïewsky rimase ai margini della storia ufficiale della musica. Donna fuori dal comune e capace di precorrere il proprio tempo, dovette confrontarsi con pregiudizi e discriminazioni che contribuirono, durante la sua vita e negli anni successivi alla morte, a relegare nell’oblio una parte importante della sua produzione musicale e scientifica.
La riscoperta decisiva arrivò nel 2009, con il rinvenimento di “Un voyage à Résia”, il trattato dedicato proprio alla musica e alla danza resiana e nato dal viaggio del 1883. Un documento di straordinaria ricchezza che ha permesso di rileggere il lavoro della studiosa e di riconoscerne l’eccezionale modernità.
Gli studi successivi hanno evidenziato come Adaïewsky avesse anticipato concetti, metodi e sensibilità destinati a diventare centrali nell’etnomusicologia contemporanea.
E proprio per questo la Val Resia può rivendicare un posto particolare nella storia degli albori della disciplina. Fu qui che, più di 140 anni fa, una studiosa europea comprese la necessità di osservare la musica tradizionale nella sua interezza, mettendola in relazione con la cultura e la vita della comunità che la produceva.
Una storia che oggi trova una nuova continuità nel progetto della Casa della musica resiana.
Nell’ambito della concertazione Regione-Enti locali 2025, la Regione Friuli Venezia Giulia ha infatti concesso al Comune di Resia un importante contributo destinato alla realizzazione della struttura all’interno del Centro culturale “Rozajanska Kultürska Hïša” di Prato di Resia.
La futura Casa della musica avrà il compito di raccogliere, conservare, digitalizzare, studiare e rendere accessibile il patrimonio musicale e canoro resiano, creando un archivio capace di diventare punto di riferimento per studiosi, visitatori e nuove generazioni.
Un progetto culturale, ma anche un’opportunità di valorizzazione della valle, perché la musica resiana rappresenta una delle espressioni identitarie più riconoscibili e preziose di questo territorio.
Il filo che unisce il viaggio di Ella Adaïewsky del 1883 alla futura Casa della musica è quindi particolarmente forte. Quella stessa tradizione musicale che spinse una giovane studiosa ad affrontare un lungo viaggio verso la Val Resia potrà trovare oggi, grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, una propria casa permanente: non soltanto un luogo della memoria, ma uno spazio dedicato alla ricerca, alla conoscenza, alla trasmissione e al futuro.
Per la comunità resiana significa trasformare un patrimonio tramandato per generazioni in un progetto capace di riconoscerne pienamente il valore storico, scientifico e culturale.
E proprio nel centenario della morte della studiosa, Resia si prepara a renderle nuovamente omaggio.
L’Amministrazione comunale di Resia, in collaborazione con l’Associazione Musicale Sergio Gaggia di Cividale del Friuli, il Gruppo Folkloristico “Val Resia” e l’Istituto Zones, ha organizzato per domenica 16 agosto 2026 alle 18, all’Osteria Alla Speranza di San Giorgio di Resia, una rappresentazione scenica e un reading musicale dedicati a Ella e al suo storico viaggio dell’autunno 1883.
All’appuntamento parteciperanno Astra Lanz, come voce recitante, e il Gruppo Folkloristico “Val Resia”.
L’iniziativa gode inoltre del sostegno del Festival Folkest, di ODMEVI/Echi e dell’Ecomuseo Val Resia e si inserisce nel programma delle manifestazioni che nel corso dell’anno hanno ricordato Adaïewsky, tra cui gli appuntamenti organizzati a Venezia, Castelfranco Veneto e al Teatro Luigi Bon di Colugna.
Altre iniziative sono già previste anche al di fuori del Friuli Venezia Giulia.
L’obiettivo è restituire finalmente il giusto riconoscimento a una donna, musicista e ricercatrice che seppe anticipare il proprio tempo, ma anche raccontare quanto la Val Resia abbia contribuito, attraverso la straordinaria unicità della propria tradizione musicale, alla storia dello studio delle musiche popolari europee.
A distanza di oltre un secolo, il viaggio di Ella Adaïewsky continua così idealmente. Partì dall’ascolto dei suoni di una piccola valle alpina e oggi conduce verso un luogo destinato a custodirli e trasmetterli alle generazioni future.
