Sul Colle di San Martino di Artegna un nuovo monumento celebra la rinascita del Friuli
Il Colle di San Martino ad Artegna si conferma luogo simbolo della memoria collettiva con l’inaugurazione di un’opera commemorativa dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Il monumento, realizzato dall’artista Giovanni Basso con il sostegno di PrimaCassa, sorge in un punto dal profondo valore evocativo: da qui, all’indomani del 6 maggio, lo sguardo si apriva sulle macerie di un paese distrutto, mentre oggi svetta il Castello Savorgnan, emblema della ricostruzione compiuta.
L’opera raffigura una donna sofferente, a incarnare il Friuli provato dal sisma, affiancata da un’aquila ferita e da un germoglio che torna a fiorire, segno della vita che riprende il suo corso. Sullo sfondo è stata incisa la storica frase di Giuseppe Zamberletti sul valore dell’anima friulana, che resiste oltre il crollo delle case. Alla cerimonia, introdotta dal sindaco Alessandro Marangoni, hanno partecipato autorità religiose provenienti dalle diocesi di Parma, Vicenza e Udine, a testimonianza del legame di solidarietà che ancora unisce i territori coinvolti nella gestione dell’emergenza.
L’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta alla benedizione del monumento, ha definito il Colle di San Martino come un «custode della nostra identità», sottolineando come l’opera onori la forza di un popolo capace di ricostruire il futuro sulle proprie radici. Secondo Zilli, la data del 1976 segna uno spartiacque nella storia del territorio, e il modello di ricostruzione adottato è stato possibile grazie alla «tenacia del popolo friulano, alla lungimiranza della politica nazionale e locale e all’immensa solidarietà arrivata da tutto il mondo».
Ricordando la figura di Zamberletti e l’efficacia delle sue intuizioni, l’assessore ha evidenziato come il monumento debba servire da spazio per il silenzio e la riflessione, ma anche come strumento educativo per le nuove generazioni. «Trasmettiamo così ai nostri giovani i grandi principi della solidarietà, dell’aiuto al prossimo e della dignità della nostra gente», ha concluso l’esponente della Giunta, ribadendo la necessità di trasformare il ricordo di una tragedia in un esempio di tenacia e speranza per il domani.
“Una giornata stupenda, difficile da dimenticare – ha affermato il sindaco Marangoni -. Incontri, emozioni, testimonianze, spiritualità e valori, assieme ad uno splendido momento per la scopertura e benedizione del nuovo monumento di Giovanni Basso. Grazie a tutti”.

