REGIONE: Per Ciriani l’allungamento del mandato dei sindaci non è possibile

La richiesta di allungamento del mandato che
potrebbe riguardare i primi cittadini di alcune amministrazioni
comunali del Friuli-Venezia Giulia eletti nel 1998 è priva di
fondamento giuridico.

Ad affermarlo è l’assessore regionale alle Autonomie Locali Luca
Ciriani che interviene così nel dibattito apertosi in questi
giorni sulla possibilità per 21 sindaci di far slittare al 2003
il voto di primavera, dopo che il presidente della Giunta Renzo
Tondo si è riservato di approfondire la questione dal punto di
vista tecnico-giuridico in seguito alla lettera indirizzatagli
dalle amministrazioni interessate.

“La legge del ’99 per allungare il mandato dei sindaci (e così
pure dei presidenti delle Province) da 4 a 5 anni, per renderne
la durata uniforme a quanto avviene nel resto d’Italia, ha valore
per il futuro – precisa l’assessore – e non certo funzione
retroattiva.

Ricondurre la scelta del sindaco all’election-day, con l’effetto
per alcune amministrazioni d’una proroga spontanea di qualche
mese, ha – per Ciriani – carattere generale e si accompagna anche
a una questione di rispetto dei cittadini che hanno votato i
candidati per un determinato periodo. Come dire che le regole del
gioco non possono essere modificate a gioco avviato, pena lo
stravolgimento dei fondamenti della democrazia basati su regole e
certezze.

Per questo l’assessore, alla luce della valutazione tecnica e
giuridica svolta dai suoi uffici, insiste nel ribadire la
chiarezza della norma: allungare i termini senza una legge
sarebbe illegittimo e fare una legge ad hoc per allungarli, in
corso di mandato, violerebbe i principi democratici mettendo a
repentaglio il rispetto delle scelte operate dai cittadini.