GEMONA- Manifesti cinematografici in mostra in Cineteca

Da “T’amerò sempre” a “L’ultimo King Kong”: manifesti cinematografici della collezione Davide Turconi è il titolo e il soggetto della mostra che apre a Gemona nella Galleria della Cineteca del Friuli domenica 18 dicembre (sino al 26 febbraio 2006, con orario 11-13 e 15.30-19, solo nei giorni festivi ad esclusione di Natale e Capodanno). E’ un omaggio che la Cineteca dedica – a quasi un anno dalla sua scomparsa – a Davide Turconi, secondo Nuccio Lodato “il più metodico e documentato, rigoroso e sistematico storico del cinema che il nostro paese abbia prodotto nel secolo scorso”.
Turconi era di casa nel Friuli Venezia Giulia, che cominciò a frequentare all’inizio degli anni Settanta, quando il Comune di Grado gli affidò la cura delle retrospettive della Settimana Internazionale del Cinema, una rassegna che si tenne per un triennio nell’Isola d’Oro sotto l’ala protettrice di Pier Paolo Pasolini. A quel tempo, Turconi era già noto per le innumerevoli collaborazioni con le più importanti riviste di cinema, le centinaia di voci del Filmlexicon degli Autori e delle Opere, le retrospettive veneziane su Mack Sennett, Buster Keaton e i primi anni del cinema sonoro americano, la fondazione dell’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, le molte mostre bibliografiche sul cinema (e relativi utilissimi cataloghi) realizzate per la Mostra del cinema di Venezia e la Provincia di Pavia.
Il direttore della Cineteca Livio Jacob ricorda che “se la Settimana del Cinema non andò oltre la terza edizione, Davide Turconi per almeno altri vent’anni tornò a Grado con la moglie Nini, che aveva tratto giovamento dalle terapie con le sabbiature”. “Ed è qui – prosegue Jacob – che lo andavamo a trovare, dopo che ci era stato presentato, nel 1980, dal comune amico Angelo R. Humouda, fondatore della Cineteca Griffith di Genova e ispiratore della nascita, nei mesi del dopo-terremoto, di quella del Friuli. I tanti contatti nazionali e internazionali di Davide, le conoscenze che metteva a disposizione nel modo più disinteressato, le fotografie, le riviste, i suoi rarissimi documenti, sono stati una fonte inesauribile per noi inesperti alle prime armi. E fu lui, nel 1982, ad incoraggiarci a dar vita a Pordenone alle Giornate del Cinema Muto di cui fu direttore artistico fino al 1997 e poi, sino alla morte, presidente onorario”.
Con la sua abituale generosità, Turconi donò a suo tempo alla Cineteca del Friuli alcuni preziosi film dei primordi del cinema, più di settemila fotogrammi sempre delle origini ora in corso di digitalizzazione (in un comune progetto con la George Eastman House di Rochester dove Paolo Cherchi Usai ha depositato un analogo fondo), molte fotografie e una collezione di manifesti, compresi quelli esposti nella mostra gemonese.
Si tratta di manifesti appartenenti per lo più agli anni Trenta e Quaranta, con una predilezione per la cinematografia italiana e quella americana (erano questi i film che Davide Turconi amava di più). Il “T’amerò sempre” del titolo della mostra è la celebre pellicola del 1943 di Mario Camerini con Alida Valli e Gino Cervi, mentre “L’ultimo King Kong” è la versione italiana di “Jungle Girl” (1941) una produzione minore di William Witney, che nulla ha a che vedere con il kolossal oggi in circolazione.