Zona arancione, Confartigianato FVG chiede ristori che vadano bene oltre i codici Ateco

«Speriamo davvero tutti che questo, come ha detto il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, sia “l’ultimo sforzo”. Se siamo convinti che la salute debba essere al primo posto, con altrettanta forza contestualmente a questa ennesima restrizione chiediamo che si metta mano a importanti ristori per le attività e i dipendenti penalizzati. Ristori che debbono andare bene oltre i codici Ateco, non capaci di coprire tutte le realtà colpite». 

Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti (nella foto), commenta così la nuova ordinanza del Presidente della Regione che pone in zona arancione le province di Udine e Gorizia, con i conseguenti effetti restrittivi da venerdì per commercio e aziende e da lunedì per le scuole medie e superiori, che saranno in Dad in tutta la regione. 

“La Regione – prosegue Tilatti fa bene a fare pressing su tutti i soggetti che possano far fluire dosi sufficienti di vaccino, Confartigianato conferma la disponibilità a mettere a disposizione sue strutture sul territorio per una campagna di massa, ma deve farsi sentire dal Governo anche su altri fronti. Il pagamento della cassa integrazione straordinaria è uno di questi: i rimborsi agli enti bilaterali e alle aziende che la stanno anticipando ai lavoratori sono fermi ad agosto – aggiorna il presidente di Confartigianato Fvg -. C’è un ritardo di cinque mesi e le aziende non sono più in grado di anticipare tale cassa ai dipendenti, i quali a loro volta hanno famiglia. Su queste cose non si può scherzare. La tensione sociale è ormai altissima».

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