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VIDEO – La Finanza scopre a Spilimbergo una maxi fabbrica clandestina di sigarette, sette arresti

La Guardia di Finanza ha scoperto e smantellato a Spilimbergo una fabbrica clandestina di sigarette da 9.000 metri quadrati, considerata una delle più grandi mai individuate sul territorio nazionale. L’operazione ha portato all’arresto in flagranza di sette persone (sei tecnici ucraini e un autista moldavo) con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone ha già convalidato i provvedimenti, disponendo la custodia cautelare in carcere.

Le indagini, condotte dai finanzieri di Udine e Tarvisio in collaborazione con i colleghi di Pordenone e Spilimbergo, si sono concentrate su alcuni capannoni industriali della zona. I sospetti sono diventati certezze quando i militari hanno notato un autoarticolato uscire dalla struttura in piena notte. Il mezzo è stato pedinato e fermato poco prima che varcasse il confine con l’Austria: a bordo i finanzieri hanno trovato macchinari industriali sporchi di tabacco, chiaro segno di un recente utilizzo e di un imminente trasloco dell’attività.

È quindi scattato il blitz nel capannone. All’arrivo delle Fiamme Gialle, i presenti hanno tentato di barricarsi all’interno per distruggere i propri telefoni cellulari, ma sono stati bloccati. La struttura ospitava due linee produttive complete, 78 tonnellate di tabacco trinciato, 48 milioni di filtri e 25 milioni di pacchetti con marchi contraffatti di note multinazionali pronti per essere riempiti. L’intero impianto elettrico era alimentato da due generatori a gasolio da oltre 240 kilowatt ciascuno, utili a nascondere i reali consumi di energia. Al piano superiore dell’edificio era stato allestito anche un dormitorio con 42 posti letto e una zona mensa per gli operai.

Secondo le stime degli investigatori, la fabbrica aveva una capacità produttiva compresa tra i 2 e i 5 milioni di sigarette al giorno. Il solo tabacco sequestrato avrebbe permesso di immettere sul mercato illegale quasi 4 milioni di pacchetti, per un valore stimato di circa 20 milioni di euro.