Variante di Betania, l’opposizione torna all’attacco
«La vicenda della variante urbanistica numero 120 al Piano regolatore generale comunale di Betania continua a riservare ai cittadini nuovi e paradossali colpi di scena. Non si tratta, però, di una telenovela, ma di una necessità impellente della popolazione che, a causa di giochi di potere e interessi politici interni alla maggioranza, non ha ancora trovato una soluzione».
A intervenire sono i consiglieri comunali Roberto Busolini, Mauro Migotti e Gabriele Moser, dopo aver partecipato all’ultima seduta della Consulta frazionale di Betania, svoltasi il 29 giugno.
A oltre un anno e mezzo dall’adozione della variante e a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali, sottolineano i consiglieri, l’Amministrazione guidata dal sindaco Vicentini non avrebbe ancora completato l’iter di approvazione dello strumento urbanistico, richiesto da tempo dagli abitanti della frazione.
Un ritardo definito «politicamente inaccettabile», segnato, secondo i tre esponenti dell’opposizione, da promesse, tensioni interne e continui rinvii.
«In quasi due anni – dichiarano Busolini, Migotti e Moser – abbiamo assistito a una lunga serie di incidenti e imprevisti che hanno rallentato l’iter. Circostanze talmente incredibili che, se non fossero realmente accadute, qualunque amministratore faticherebbe a credervi».
I consiglieri ricordano la mozione di censura presentata dall’opposizione nei confronti dell’operato di un assessore, la decisione del sindaco di secretare la relativa seduta consiliare, le dimissioni in blocco della precedente Consulta frazionale e l’uscita di due assessori dalla Giunta.
L’opposizione sostiene da tempo che l’Amministrazione Vicentini non abbia mai manifestato una reale volontà politica di fornire risposte concrete alle richieste del territorio. Una valutazione che, secondo i consiglieri, assumerebbe un peso ancora maggiore nel caso della variante di Betania, considerati gli interessi urbanistici coinvolti.
«Il sindaco e la Giunta – affermano – hanno continuato a tergiversare per mesi, assicurando ai cittadini, consiglio dopo consiglio, che la variante sarebbe stata approvata. E continuano a farlo ancora oggi».
Al centro della nuova polemica c’è quanto avvenuto durante la riunione della Consulta del 29 giugno. In quell’occasione il sindaco, presente insieme agli assessori Elisa Faccin e Matteo Muser, avrebbe riferito di aver inoltrato alla Soprintendenza una richiesta per modificare alcuni vincoli paesaggistici, ampliandoli da cinque a dieci metri, e di aver incontrato l’architetto Pellegrini.
Secondo la ricostruzione dei consiglieri, il professionista avrebbe garantito una risposta nel giro di pochi giorni, consentendo di procedere con l’approvazione della variante. Dal tenore dell’intervento, sostengono, sarebbe emersa chiaramente l’intenzione di portare il provvedimento urbanistico nel Consiglio comunale del 30 luglio 2026.
La prima versione del verbale della Consulta, pubblicata sul sito internet del Comune, riportava infatti che «la variante sarà approvata nel Consiglio comunale del 30 luglio 2026» e che tutte le opposizioni presentate sarebbero state votate singolarmente, come previsto dalla normativa.
Una formulazione netta che, evidenziano Busolini, Migotti e Moser, sarebbe rimasta online soltanto per poche ore. Successivamente il documento è stato sostituito da una seconda versione, accompagnata dalla precisazione che il nuovo verbale correggeva «alcune imprecisioni materiali riscontrate nel testo».
Nel nuovo resoconto, tuttavia, il contenuto risulta differente: «Tutti i documenti sono stati inviati in Soprintendenza e, una volta arrivato il loro parere positivo, potremmo portare la variante nel prossimo Consiglio comunale, che potrebbe essere quello già calendarizzato del 30 luglio 2026».
«Non si tratta di semplici imprecisioni materiali – denunciano i consiglieri – perché la modifica riguarda la sostanza di quanto dichiarato. Ancora una volta le certezze lasciano spazio alle ipotesi. Temiamo che, anche qualora il parere della Soprintendenza arrivasse oggi, la variante non verrebbe comunque portata in Consiglio. Speriamo di sbagliarci».
Per i tre esponenti dell’opposizione, il passaggio dalla formula “sarà approvata” a “potrebbe essere” modifica radicalmente il significato politico del verbale, trasformando un impegno assunto davanti ai cittadini in una semplice eventualità.
«È doveroso chiarire chi abbia richiesto la sostituzione del documento, per quali ragioni e sulla base di quali presunte imprecisioni materiali – aggiungono –. La trasparenza amministrativa non può essere esercitata a intermittenza, né i verbali delle riunioni pubbliche possono essere modificati quando quanto dichiarato diventa politicamente scomodo».
Busolini, Migotti e Moser auspicano quindi che non siano state esercitate pressioni da parte di esponenti della maggioranza per rendere il contenuto del verbale più ipotetico e, a loro giudizio, meno fedele a quanto effettivamente affermato durante la seduta.
Sulla vicenda interviene separatamente anche Mauro Migotti, cittadino di Betania oltre che consigliere comunale, che critica duramente l’operato della rappresentanza frazionale.
«Purtroppo constato – afferma – che abbiamo una rappresentanza frazionale supina e servile all’Amministrazione, qualora fosse confermato che si sia prestata a sostituire, su ipotizzabili pressioni di qualche assessore, quanto riportato nella prima versione del verbale».
Migotti ricorda infine che il sindaco, facendo riferimento all’incontro con l’architetto Pellegrini, avrebbe preannunciato una risposta entro pochi giorni, circostanza che avrebbe permesso di discutere la variante già nella seduta del Consiglio comunale fissata per il 30 luglio.
